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Mascherine, quarantene e Dad: le nuove regole per gli studenti di rientro a scuola dalle vacanze

Il rientro a scuola prevede nuove regole che cercando di ridurre il più possibile l’utilizzo della didattica a distanza. Medie e superiori vedranno una distinzione tra studenti vaccinati e non

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Non slitterà il rientro in classe degli studenti dalle vacanze di Natale, richiesto dalle Regioni ma non accordato dal Consiglio dei Ministri che punta a ridurre al massimo la didattica a distanza e tenere quanto più possibile i ragazzi in classe. Tra il 7 e il 10 gennaio, quindi, tutti nuovamente tra i banchi, pur con qualche nuova regola. Alle elementari infatti nel caso di un positivo si resta in presenza con un tampone (antigenico o molecolare) da eseguire subito e un altro dopo cinque giorni. Con almeno due casi, invece, tutti gli studenti finiranno indistintamente in Dad per dieci giorni.

Mascherine, quarantene e Dad: le nuove regole per gli studenti di rientro a scuola dalle vacanze

La regola vale per vaccinati e non, mentre a partire dalle scuole medie (e quindi anche alle superiori), chi non ha ricevuto nessuna dose – o chi non ha fatto il richiamo in tempo – verrà trattato diversamente. Al primo caso positivo, la classe resta in presenza con mascherine Ffp2 e autosorveglianza. Con due casi, invece, chi non è vaccinato, o chi ha concluso il ciclo vaccinale da meno di quattro mesi (120 giorni), finisce in Dad per 10 giorni. Gli altri potranno continuare a seguire le lezioni in presenza con autosorveglianza e Ffp2. Dai tre casi in su, infine, si attiva per tutti la Dad per 10 giorni.

Una misura considerata “discriminatoria” da presidi e sindacati. “Il sistema sanitario, sia delle Asl che delle farmacie – dice il presidente dell’Associazione Nazionale Presidi, Antonello Giannelli – è in congestione. Mi chiedo come si farà a fare in tempo i tamponi necessari per verificare un possibile contagio nelle scuole”.

“Tutti i contagiati di questi giorni – sottolinea Maddalena Gissi, segretaria della Cisl Scuola – si riverseranno nelle scuole. Le lezioni finiranno per essere uno spezzatino, con l’aggravante della discriminazione dei ragazzi”. “Ora – conclude – sarebbe il momento di fermarsi per evitare il caos e programmare una seria campagna vaccinale per i più piccoli, cosa che non è stata ancora fatta”. Il decreto varato da Palazzo Chigi prevede inoltre il test rapido gratuito per gli studenti in autosorveglianza fino al 28 febbraio, con uno stanziamento di 92 milioni di euro.