Cultura e scienze

Le nuove regole della polizia dopo il caso Cucchi

stefano cucchi

Il Corriere della Sera parla oggi di un documento del Dipartimento di pubblica sicurezza del ministero dell’Interno con le istruzioni operative per gli agenti di polizia sull’uso legittimo della forza. Dopo il caso Cucchi e le botte agli operai dell’AST arriva quindi una “rinfrescata” alle regole della polizia nella gestione dell’uso della forza.
Il regolamento del prefetto Alessandro Pansa parte da un principio generale, troppe volte dimenticato: «L’uso della forza deve essere sempre proporzionato al grado di resistenza e violenza del soggetto interessato e deve cessare non appena lo stesso abbia desistito». Non solo: «La fase di coazione fisica deve essere limitata al tempo strettamente necessario perché il soggetto alterato può presentare una soglia del dolore molto superiore alla media».
C’è poi il divieto di colpire al viso e il divieto di compromettere la possibilità di respirare del soggetto. Infine, i consigli sull’uso del manganello:

Ancor più vincolanti sono le nuove disposizioni riguardo l’uso dello sfollagente che «deve essere utilizzato come strumento di difesa-offesa e non deve essere considerato come mezzo punitivo; deve essere impiegato con decisione,mai con brutalità; deve essere adoperato indirizzando i colpi agli arti superiori e inferiori, mai al capo, al volto e a tutte le parti vitali del corpo». E quindi, «l’operatore deve astenersi dall’utilizzo della sfollagente nei confronti di persone inermi che abbiano desistito in maniera evidente dalla propria azione violenta oppure sianoin posizione tale da non nuocere e non realizzino alcuna forma di resistenza». Regola nuova anche per l’uso dellearmi: «non si può sparare in caso di fuga del soggetto a meno che non sia effettuata mettendo in pericolo l’incolumità degli altri».