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Le nozze gay a Bologna stoppate dal prefetto

Le nozze gay contratte all’estero e registrate in Comune? A Bologna sono pronti ma il prefetto si oppone. Proprio nel giorno che il sindaco ha scelto per dare il via alle trascrizioni, con coppie che si erano presentate a Palazzo già in mattinata nel cortile municipale, la consigliere comunale dell’NCD Valentina Castaldini, che è anche presidente della commissione Affari Costituzionali, ferma tutto. E in un’intervista all’agenzia di stampa Dire fa sapere che il prefetto ha bocciato la procedura.
 
LE NOZZE GAY STOPPATE A BOLOGNA DAL PREFETTO

Le nozze gay contratte all’estero «non si possono registrare, me lo conferma una lettera del Prefetto Ennio Mario Sodano, arrivata in Comune venerdì sera e protocollata questa mattina», fa sapere la Castaldini. Una lettera in cui si dice che «questa pratica è nulla, in assenza di una legge nazionale sul tema». Il 24 luglio scorso, la consigliera aveva inoltrato un esposto allo stesso Sodano e al ministro degli Interni, Angelino Alfano, contro la decisione del sindaco, Virginio Merola, che ha scelto di avviare la pratica della registrazione delle nozze omosessuali contratte all’estero sotto del Due Torri. E ora “c’è una lettera formale del Prefetto che dà ragione alla mia tesi- chiarisce Castaldini parlando alla Dire- ed è molto grave che il sindaco illuda le persone in questo modo, permettendo loro di registrare un atto, quando sa già che non si può fare». Ancora ieri, da Palazzo D’Accursio si ricordava che da oggi le persone residenti a Bologna dello stesso sesso sposatesi all’estero potranno chiedere la trascrizione degli atti relativi al loro matrimonio nell’archivio di stato civile del Comune di Bologna, e questo grazie appunto ad una direttiva del 30 giugno scorso firmata dal sindaco.

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COME FUNZIONA LA REGISTRAZIONE DELLE NOZZE GAY A BOLOGNA

L’istanza di registrazione delle nozze gay all’estero va presentata dagli sposi al Protocollo Generale di piazza Maggiore 6 e consiste nella compilazione di un modulo in bollo da 16 euro, indirizzato al sindaco, accompagnato da copia di un documento di identità dei firmatari. Va consegnato anche l’atto in originale o in copia conforme, legalizzato dal Consolato o dall’Ambasciata italiana estere. «La nostra è una battaglia di civiltà, per cui non revoco il provvedimento e se riterrà opportuno interverrà il prefetto», risponde a stretto giro di posta il sindaco. «Il prefetto l’ho informato tempo fa – ha aggiunto Merola – Questo non e’ un tema del prefetto, ma risponde a indirizzi ministeriali. Questa è la conferma che c’è una discordanza tra le norme europee e quelle del nostro paese. Questa circostanza dovrebbe convincere il Parlamento ad approvare una legge per dare certezza del diritto a queste persone». Con lui il senatore Pd Sergio Lo Giudice: «Sodano ha detto con parole imprecise quello che è chiaro a tutti, e cioè che questi atti non rappresentano il riconoscimento giuridico degli effetti civili del matrimonio. Se così fosse, il prefetto avrebbe buone ragioni per dichiarare nulli questi atti». «Questi atti – ha aggiunto Lo Giudice – rappresentano la presa d’atto che questi matrimoni sono accaduti. Questo, con buona pace del prefetto, non è possibile metterlo in discussione».

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