Cultura e scienze

Perché bisogna prendere con cautela le notizie sui vaccini contro COVID-19

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte la settimana scorsa ha annunciato la fase 2 dell’emergenza Coronavirus SARS-COV-2 sostenendo anche che non si poteva attendere il vaccino per ripartire. Con ragione, visto che ad occhio tra i comunicati stampa entusiastici e la realtà della sperimentazione spesso passa un bel po’

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L’ospedale Spallanzani che ridimensiona i mirabolanti annunci di Takis sul suo vaccino. Il macaco che si ammala durante la sperimentazione del vaccino di Oxford. E, ieri, il vaccino di Moderna che supera i primi test ma con un campione troppo piccolo per essere significativo. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte la settimana scorsa ha annunciato la fase 2 dell’emergenza Coronavirus SARS-COV-2 sostenendo anche che non si poteva attendere il vaccino per ripartire. Con ragione, visto che ad occhio tra i comunicati stampa entusiastici e la realtà della sperimentazione spesso passa un bel po’.

Perché bisogna prendere con cautela le notizie sui vaccini contro COVID-19

Ad esempio ieri le Borse hanno spiccato il volo quando la società farmaceutica americana Moderna ha segnalato  “reazioni immunitarie” in otto pazienti volontari del suo vaccino.  La società ha riferito che in otto pazienti, seguiti per un mese e mezzo, il vaccino a dosi basse e medie ha innescato livelli ematici di anticorpi specifici simili o superiori a quelli riscontrati nei pazienti guariti. Il plasma ricco di anticorpi donato da pazienti guariti viene testato separatamente per determinare se si tratta di una terapia efficace per Covid-19. Il candidato vaccino avrebbe finora dimostrato di essere sicuro e ben tollerato, a parte il rossore nel sito di iniezione per un paziente e alcuni sintomi sistemici in tre pazienti trattati con la dose più alta, ha spiegato l’azienda. Eppure il professore di biologia Enrico Bucci ha spiegato oggi in un’intervista a Repubblica che anche quei dati sono da prendere con le molle:

«Moderna ha detto di aver concluso la Fase 1 della sperimentazione. Hanno visto che solo uno dei 45 volontari ha presentato un eritema, quindi il loro vaccino non sarebbe tossico. Hanno trovato anticorpi in tutti e 45, in misura persino maggiore rispetto a quelli presenti nel sangue di chi è convalescente dal Covid 19. Non solo: in 8 volontari sono andati a cercare gli “anticorpi neutralizzanti”, cioè quelli che danno effettivamente l’immunità contro il coronavirus. E li hanno trovati in tutti e otto».

Siamo vicini al vaccino dunque?
«Non ancora. Otto persone sono troppo poche. Ora Moderna inizierà una nuova sperimentazione su centinaia di persone. Avremo i risultati tra metà autunno e fine anno. Solo allora potremo dire se ha funzionato».

Moderna è più avanti degli altri?
«Ci sono altre aziende che hanno già superato la Fase 1. Tuttavia è la prima volta che viene annunciata la comparsa di anticorpi neutralizzanti».

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Secondo Bucci quella di Moderna «è una tecnica nuova. Finora nessun vaccino in circolazione è stato realizzato usando l’mRNA. I vecchi vaccini sono lenti da produrre, ma abbiamo una lunga esperienza sul loro utilizzo. In questo caso sarebbe tutto da scoprire».

I macachi di Oxford si ammalano

E intanto anche la sperimentazione del vaccino di Oxford segna il passo. Secondo quanto riporta il Telegraph, le scimmie sottoposte ai trial si sono ammalate e questo sta mettendo in dubbio la sua efficacia sugli umani. Il vaccino, noto come ChAdOx1 nCoV-19, è in fase di sperimentazione umana in Gran Bretagna. Il governo ha negoziato un accordo tra l’Università di Oxford e la società farmaceutica AstraZeneca per produrre fino a 30 milioni di dosi se si dimostra efficace, avendo investito 47 milioni di sterline nella ricerca. Eppure “tutte le scimmie vaccinate trattate con il vaccino di Oxford sono state infettate quando sono state testate”, ha affermato il dottor William Haseltine, ex professore della Harvard Medical School.

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Qualche giorno fa invece Luigi Aurisicchio, amministratore delegato della Takis di Pomezia, ha rilasciato oggi una serie di dichiarazioni all’ANSA sul vaccino per il Coronavirus SARS-COV-2 e COVID-19 sostenendo che i test eseguiti nel laboratorio di Virologia dell’istituto Spallanzani dicono che gli anticorpi generati nei topi dal preparato italiano funzionano. Aurisicchio ha sostenuto che questo fosse il livello più avanzato finora raggiunto nella sperimentazione di un candidato vaccino nato in Italia, pur segnalando che i test sull’uomo sono previsti comunque dopo l’estate. Ma poco dopo in una nota l’istituto Spallanzani ha spento gli entusiasmi: “Non è ancora possibile giungere a conclusioni  di qualunque natura sull’efficacia” del candidato vaccino dell’azienda Takis. Nella nota dell’Istituto Spallanzani si rileva inoltre che il comunicato della Takis “non è stato concordato con l’Inmi né da esso autorizzato” e di avere “partecipato ad una proposta di ricerca presentata da Takis nell’ambito di un bando ‘urgente’ lanciato alla Comunità Europea, che non è stata finanziata. In vista della possibile partecipazione ad ulteriori bandi, sono state effettuate prove preliminari e parziali sulla risposta in termini di anticorpi neutralizzanti in topi inoculati con formulazioni iniziali di potenziali vaccini”. Secondo l’istituto “i risultati di queste prove, tuttora in corso di valutazione, indicano che è possibile rilevare negli animali inoculati una risposta in termini di anticorpi neutralizzanti, il che è la premessa per lo sviluppo di un modello di studio basato sui consueti animali da esperimento”. Insomma, occhio agli entusiasmi.

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