Donne coi baffi, ragazzi ornitorinco e il presepe con la Gesua, questi gli argomenti dei consiglieri che si oppongono alla legge contro l'omofobia in trentino nella surreale discussione andata in scena nel Consiglio

Giovanni Drogo

In questi mesi di discussioni sulla cosiddetta “ideologia gender” ne abbiamo sentite e lette di tutti i tipi. Si va dalle lezioni pratiche di masturbazione in classe, all’asilo, al rischio paventato di introdurre la pedofilia come materia curricolare. Ho visto le migliori menti della mia generazione distrutte dal gender, affamate di fede, nude e isteriche a causa della propaganda mediatica operata dalle fantomatiche lobby gay. Ma tutto questo non mi aveva preparato a quanto accaduto ieri in Aula durante una seduta del Consiglio della Provincia Autonoma di Trento.

LA LEGGE CONTRO L’OMOFOBIA

L’oggetto della discussione era una DDL del PD recante Interventi di contrasto delle discriminazioni determinate dall’orientamento sessuale, dall’identità di genere o dall’intersessualità per mezzo del quale la Provincia Autonoma di Trento promuove:

la realizzazione dell’uguaglianza sostanziale tra gli individui, anche all’interno della loro dimensione affettiva, e garantisce la parità di diritti di ogni persona, considerando ogni discriminazione legata all’orientamento sessuale, all’identità di genere o alla condizione di intersessualità come una violazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali.

In poche parole si tratta di una legge contro le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale degli individui. Una legge contro l’omofobia che prevede una serie di interventi culturali di sensibilizzazione e di tutela nei confronti di coloro che maggiormente sono esposti alla discriminazione (ad esempio in ambito lavorativo). C’entra in qualche modo l’ideologia gender? No, perché non esiste. Ma dal momento che nel testo del DDL si fa riferimento all’identità di genere, che è definita nel testo come: “la percezione di sé come maschio o come femmina o in una condizione non definita”, chi vi si oppone ha buon gioco a far passare l’equivalenza tra ideologia gender e identità di genere.

ornitorinco gender

LA DISCUSSIONE IN AULA

Dal momento che l’obiettivo dell’opposizione di centrodestra era fare ostruzionismo i consiglieri di Lega Nord Trentino, Forza Italia, Civica Trentina hanno ingaggiato una battaglia a colpi di interventi deliranti per poter bloccare il cammino del DDL. Naturalmente, come sempre in questi casi, non si bada a sottigliezze e si va diritti al sodo, alla fine l’importante è parlare il più possibile. Ed è così che Claudio Civettini (Civica Trentina) vero mattatore della giornata che prima si inalbera dicendo “non voglio che ai miei nipoti si insegni a masturbarsi in classe” perché la sessualità non è un problema, ciascuno la scopre da sé “come l’abbiamo fatto in miliardi e miliardi di persone”. Che poi, che cos’è questo gender, si chiede Civettini, sarà mica che è una parola che sta per gendarme? Ed è qui l’equivoco, prosegue, perché quelli di Valfloriana potrebbero pensare “varda che bravi che portano avanti la questione dei gendarmi” ma questa è una menzogna bella e buona perché il gender vuole distruggere la famiglia, non difenderla come fanno i gendarmi. E il presepe? Perché nessuno pensa al presepe? Questi del gender sicuramente vorranno cambiare anche quello: “Si prenderà il Gesù o la Gesua? si prenderà la Maria o il Mariotto? Il Giuseppe o la Giuseppa? Voglio dire, anche queste sono implicazioni“. Domande che nessuno, stranamente, fino ad ora nessuna si era posto. Ma quando credi di averle sentite proprio tutte, dopo quello che dice che dopo questa legge ai bambini verrà nsegnato “a fare shopping” e alle bambine “a guardare la Formula uno” (Maurizio Fugatti, Lega Nord Trentino) ecco che arriva Claudio Cia (Civica Trentina) che ci racconta del ragazzo ornitorinco:

Esiste un ragazzo che non si sente né uomo, né donna e non si riconosce in nessuno dei 56 generi. Lo trovate su You Tube. Questo ragazzo si riconosce in un ornitorinco (e potrei aggiungere anche altro) e sta trasformando il suo volto in quello di questo animale. Perché non andiamo a rincorrere anche l’esigenza di questo soggetto che probabilmente non sarà neanche l’unico che non si riconosce in questi 56 generi?

E i transessuali? Secondo Fugatti grazie alla legge i transgender toglieranno lavoro ai nostri giovani. Se uno è transessuale ci sarà una facilitazione nell’inserimento lavorativo, mentre quelli di 20 anni che sono normali, anzi che non hanno queste “particolarità”, dovranno andare all’agenzia per il lavoro. Non è discriminazione questa? Per chi ha pazienza (il caricamento è un po’ lungo) si può vedere il filmato completo sul sito della Provincia Autonoma di Trento. Alla fine delle intense giornate di dibattito il surrealismo però pare averla vinta, uno dei proponenti – Detomas del Partito Democratico – ha ritirato la firma mentre il PATT (uno dei partiti di maggioranza) ha chiesto di sospendere la discussione perché non ci sarebbero in numeri per approvare il DDL. Cosa abbiamo imparato quindi? Che se si è a favore dell’omofobia è sufficientemente agitare lo spauracchio del gender e si può fare un po’ quello che si vuole, tanto nessuno può contraddirvi su una teoria inventata al momento.

Giovanni Drogo

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