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«Nel 2011 con la Meloni al governo per i profughi mi pagavano di più»

Registriamo e mostriamo la figuraccia di Giorgia Meloni a Otto e Mezzo, a confronto con Giulio Salvi, titolare dell’hotel Bellevue di Cosio Valtellino finito nelle polemiche per aver detto che a lui sembra giusto accogliere i profughi. Salvi ospita tuttora 71 richiedenti asilo in 40 stanze, ma ha ricevuto minacce come “Ti bruceremo l’hotel” per questa scelta. Ieri sera la Meloni diceva che guadagnare sull’accoglienza e prendersi 37 euro per ogni profugo era un ingiustizia, e Salvi, interrompendola, le ha ricordato che durante l’emergenza del 2011, quando Maroni era ministro dell’Interno e decise la ripartizione tra regioni di profughi che oggi, da presidente della Lombardia, contesta, il pagamento per l’ospitalità di ogni profugo era più alto e arrivava a circa 50 euro.
 

Giulio Salvi si riferisce molto probabilmente all’emergenza del marzo 2011, all’epoca del IV governo Berlusconi (che si dimise l’11 novembre 2011, quando gli subentrò Mario Monti). Giorgia Meloni all’epoca era ministro della Gioventù in quota ex-Alleanza Nazionale. Maroni all’epoca era ministro dell’Interno e di fronte a un’emergenza per l’accoglienza firmava con le regioni un protocollo d’intesa per la distribuzione dei profughi in tutto il territorio nazionale. Un paio di giorni prima di quell’atto Maroni, in un’intervista al Corriere della Sera, era ancora più chiaro sul ruolo delle Regioni:

maroni regioni
(Corriere della Sera, 28 marzo 2011)