Opinioni

Come è finita la storia dell'infermiera che non voleva dare la pillola del giorno dopo

Si era opposta alla pillola del giorno dopo (contraccezione d’emergenza) per «salvare vite umane». Aveva dato le dimissione e poi chiesto la revoca. L’azienda ospedaliera di Pavia ha rifiutato la sua richiesta (Negò la pillola del giorno dopo, l’infermiera non tornerà al lavoro, Il Corriere della Sera, 16 dicembre 2014).

L’azienda ospedaliera di Pavia ha respinto la richiesta di revoca delle dimissioni di Chiara Margherita Ulisse, l’infermiera di Voghera che aveva negato la «pillola del giorno dopo» a una ragazza. L’assistente sanitaria aveva lasciato il lavoro ai primi di ottobre, in seguito a una polemica che aveva fatto molto discutere e spaccato l’opinione pubblica. La vicenda incriminata, in realtà, era accaduta alcuni mesi prima, una mattina di maggio, nel triage del pronto soccorso pavese. Fu allora che in ospedale si presentò una ragazza con il fidanzato intenzionata a richiedere il farmaco anticoncezionale in seguito a un rapporto sessuale non protetto. L’infermiera, come aveva fatto almeno altre 5 volte con altrettante donne negli anni precedenti, cercò di dissuaderla dalla visita ginecologica per assumere il contraccettivo di emergenza. La ragazza, però, denunciò l’accaduto e scoppiò il caso della «pillola negata».

Ricordiamo che la cosiddetta pillola del giorno dopo ha effetti contraccettivi e non abortivi e che il tempo è un fattore importante. Lo scorso ottobre Chiara Margherita Ulisse aveva commentato con entusiasmo una vicenda simile alla sua.
Chiara Margherita Ulisse
Nel pezzo linkato si legge: «Dopo il caso dell’infermiera di Voghera che non aveva permesso a due ragazze di accedere al reparto di Ginecologia per avere la pillola del giorno dopo, un’altra dottoressa di un ospedale vicentino ha negato a una coppia di fidanzati il farmaco utilizzato come contraccettivo di emergenza. Come fa sapere Il Giornale di Vicenza, i due giovani si erano recati al pronto soccorso della struttura ospedaliera per farsi prescrivere la pillola che permette di evitare una gravidanza entro le 72 ore da un rapporto sessuale, ma la dottoressa ha negato l’impegnativa spiegando loro di essere obiettore di coscienza. La coppia ha quindi ricordato al medico proprio l’episodio dell’infermiera di Voghera (che poi si è dimessa) e che la pillola del giorno dopo non è considerata abortiva, ma la dottoressa non ha comunque dato il via libera. Alla fine i ragazzi hanno comunque ottenuto il farmaco rivolgendosi alla guardia medica» (PILLOLA DEL GIORNO DOPO/ Vicenza, dottoressa nega il farmaco a due ragazzi, Il Sussidiario, 12 ottobre 2014).