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Napoli Libera: cosa è successo nel Meetup di Napoli

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Trentasei attivisti del MoVimento 5 Stelle di Napoli sono stati sospesi sabato sera dopo la fine della tre giorni del MoVimento dove sono sono state registrate le disponibilità alla candidatura per la lista napoletana. L’accusa contenuta nella comunicazione inviata via mail è di aver partecipato al gruppo segreto “Napoli libera” «realizzato allo scopo di manipolare il libero confronto per la formazione del metodo di scelta del candidato sindaco e della lista per le elezioni amministrative che avranno luogo a Napoli nel 2016. Questo comportamento è vietato dal Non Statuto, che vieta qualsiasi organizzazione intermedia che falsi lo scambio di opinioni all’interno del confronto democratico».


Napoli Libera: cosa è successo nel Meetup di Napoli

Ma cosa hanno fatto i 36 attivisti per ritrovarsi sospesi e a rischio espulsione? Per cercare di capirlo bisogna leggere di cosa si sta parlando nel gruppo Napoli libera e in quello del Meetup di Napoli su Facebook, entrambi pubblici (il primo lo è diventato dopo la sospensione). Qui si trovano gli screenshoot di gran parte dei post del gruppo Pubblico FB “Napoli Libera” che un utente che ha collezionato e si vedono una serie di conversazioni tra gli utenti del gruppo nelle quali effettivamente ci accordava per fomentare le discussioni e coordinare gli interventi nella pagina del Meetup Napoli allo scopo di portare avanti le proprie priorità (e un candidato sindaco, come si sospetta). In particolare tra i commenti si può ammirare questo documento che descrive come “gestire” un’assemblea, quella del 5 dicembre 2015, in cui sarà presente anche Roberto Fico, che, secondo chi scrive, deve fare un “pistolotto”:


Nel gruppo sono presenti una serie di critiche alla gestione del M5S: ad esempio, sulla storia di Bugani, si dice: «il caso bologna è emblematico…..NOI…stiamo facendo il nostro possibile per fare in modo che napoli sia il viatico della democrazia diretta…. io ci credo perchè sò che tra noi ci sono delle persone di cui mi posso fidare… e farò tutto il possibile affinchè i candidati siano scelti in modo democratico..e non come a bologna». Oppure si rimprovera un utente per un litigio “non coordinato”: «perché prima di partire con quell’attacco a Fico nn hai chiesto il consenso del gruppo? Fermo restante la condivisione di quanto dici ma è una pericolosa fuga in avanti che nn ci giova in questo momento». E qualcuno risponde: «Il post va discusso con Roberto con scuse formali ,di facciata, giustificate dalla sua rabbia e dalla solitudine ad affrontare quei parassiti della polizia municipale». Una serie di altre fotografie riporta invece una serie di discussioni in cui gli utenti segnalano e descrivono come intervenire e cosa scrivere in una serie di discussioni del Meetup che riguardano la candidatura a sindaco di Napoli e la stesura del programma:

Sullo sfondo ci sarebbe lo scontro tra i due candidati sindaco principali: Roberto Ionta, uno dei sospesi, e Francesca Menna, amica di Fico e candidata con lui a Napoli nel 2010. Tra i 36 attivisti sospesi almeno una decina, infatti, aveva presentato tutta la documentazione necessaria, compreso il proprio curriculum, per entrare in lista. A parlarne, sempre su Facebook, è Vincenzo Russo, uno degli attivisti dissidenti che ora, come gli altri 35 sospesi, avrà dieci giorni per difendersi da questa accusa.«Colpendo noi hanno voluto far fuori in particolare Roberto Ionta, che, avendo mostrato delle capacità, faceva paura al gruppo di Fico. Della serie: muoia Sansone con tutti i filistei», dicono i sospesi che sospettano si tratti di mossa studiata a tavolino per aiutare la Menna.
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Una delle immagini riportate nel Meetup di Napoli per sponsorizzare la candidatura di Roberto Ionta

…E come l’hanno presa gli attivisti

La decisione comunque ha spaccato gli attivisti. Nel sito del Meetup di Napoli l’utente Fabio critica apertamente la decisione: «Per fare un paragone: nel 2011 le regole di candidatura a Napoli le decise il gruppo di Napoli, in riunioni fiume, e tutto fu trasparente e democratico con tanto di pubblicazione online di metodo e risultati passo passo. Poco ne so – e poco mi importa – se a gruppetti di 5 o 6 qualcuno si vedeva tra una riunione e l’altra per concordare una posizione comune, quel che mi importa è che poi quelle posizioni hanno trovato una sintesi democratica in un dibattito collettivo. Sono BEN FELICE che ognuno di quei partecipanti abbia INFLUENZATO l’esito della discussione, perché è questa l’essenza di un processo democratico. Chi è forte delle sue ragioni nient’altro chiede che di essere influenzato da chi ha ragioni diverse, perché la crescita è proprio lì, nella sintesi delle parti. Oggi, a quanto pare, tutto ciò è diventato “illegale”. Mi intristisco molto a vedere cosa è rimasto di ciò che 10 anni fa ho iniziato a costruire insieme a volenterosi altri, e che poco a poco è stato risucchiato in un mare di tatticismi ed assolutismi che di politica hanno ben poco. Succede, quando poche persone hanno un enorme potere». Augusto gli fa eco: «Se io invito a cena 30 e più amici del Movimento in casa mia, possiamo fare considerazioni su chi vorremmo come portavoce Sindaco, oppure è una cena segreta? se incontro un attivista per strada posso discuterne con lui oppure sono incontri segreti?». Mentre Giovanni ricorda altri precedenti non proprio edificanti: «le cordate elòettorali sono vietate dallo spirito del M5S….. Chiaramente sono vietate se a porle in essere sono persone non gradite ai Leader e Leaderini. Ricordo che per le passate elezioni nazionali a San Giorgio dichiararono espressamente che avrebbero indirizzato il voto su 2 candidati( lo dichiararono sul meetup); chiaramente poichè si trattava di persone vicine ai leader il tutto fu messo a tacere mentre per cose analoghe si gridava allo scandalo……». In quella discussione se ne nomina anche un’altra, svoltasi sul profilo Facebook pubblico di Dario Stipa Carotenuto, attivista napoletano che lavora all’ufficio comunicazione in Parlamento; la discussione avveniva prima che si sapesse delle sospensioni: «Ho saputo che alla fine a Napoli si sono candidati tanti che avrei preferito non si candidassero (e perfino chi aveva detto che non lo avrebbe fatto) e non si è candidato chi mi sarebbe piaciuto si candidasse. La solita storia insomma». Lo status, che aveva i “mi piace” di Paola Nugnes e Laura Castelli, si riferisce molto probabilmente alla candidatura a sindaco di Ionta, visto che poi qualcuno gli chiede se è “etero o gay” volendo chiedere evidentemente a chi si sta riferendo tra i due candidati.

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Uno dei messaggi sul meetup di Napoli che protesta per la sospensione dei 36 attivisti

Insommam, da una parte c’è chi dice che ha fatto solo politica, dall’altra chi fa notare che fare cordate è illegale. E a decidere sarà ancora Fico: un altro bel problema dopo Quarto.