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Il M5S tentato dal no sulle Unioni Civili?

lombardi morra di battista

Iacopo Iacoboni sulla Stampa di oggi ci racconta che alcuni parlamentari del MoVimento 5 Stelle sarebbero tentati dal no alla legge sulle Unioni Civili. Questo in virtù di un “canale aperto” tra M5S e mondo cattolico e dopo una serie di incontri in Vaticano: «Nell’ultimo anno e mezzo il M5S ha rotto ogni tabù, dialoga, va a render visita. Alessandro Di Battista e Nicola Morra furono ricevuti dal sostituto segretario di Stato Giovanni Angelo Becciu. Di Battista, che molto si adoperò in tal senso, lo raccontò così: «L’incontro è stato cordiale e si è parlato soprattutto di pace e contrasto agli interventi armati».


Il M5S tentato dal no sulle Unioni Civili?

Gli incontri vengono raccontati dalla Stampa come precedenti rispetto al momento dell’apertura della discussione sulle Unioni Civili:

I romani hanno lavorato. Roberta Lombardi è andata, col fido Marcello De Vito, in udienza da monsignor Fisichella (lo spunto era il giubileo). Il movimento romano di base ha dentro di sé una fortissima componente cattolica praticante, o anche cattolicoradicale. All’ultimo meeting di Cl, sia pure con un discorso molto critico, il M5S accettò l’invito di andare a parlare. Di Maio preferì di no, mandò il fedelissimo Mattia Fantinati. Una cosa che sarebbe stata inconcepibile, per il Movimento delle origini. L’elettorato del Movimento ha sempre avuto una componente cattolica forte, e motivata. È vero che sul ddl Cirinnà ci fu (ottobre 2014) un voto sul blog (i voti favorevoli vinsero largamente sui contrari); ma non si domandava nulla sulle adozioni gay. Secondo un sondaggio Demos, tra gli elettori del M5S è una parte non piccola (il 24,3%) è cattolica praticante, mentre la metà (il 44%) degli elettori dice di «aver fiducia nella Chiesa».

E il tutto viene collegato con le perplessità che alcuni senatori e deputati hanno già sulla legge e a qualche frase velenosa nei confronti di Di Maio, che Iacoboni ha da qualche tempo puntato:

Qualche giorno fa, parlando a diversi suoi colleghi, il senatore del M5S Sergio Puglia constatava che «certo sul tema delle adozioni bisognerebbe riflettere molto meglio di quanto sia stato fatto». Ad Avvenire Puglia mise in guardia: «Con questa legge rischiamo di aprire una voragine nei fondamenti dell’umano». Puglia non è uno dei senatori risentiti con il direttorio, anzi. Oltre che supercattolico, è campano, come Di Maio, e prima che il vicepresidente della Camera andasse a vivere con la sua fidanzata, Silvia Virgulti, era a tal punto vicino a Di Maio da dividere con lui (e con Carlo Sibilia) l’appartamento.In fondo, per ragioni diverse, se cadesse la stepchild adoption farebbe comodo a tanti, nel grande gioco che Di Maio sta tessendo con Renzi. Perplessità come le sue sono condivise da una decina di parlamentari. A Montecitorio sono molto esposte in campagne tradizionaliste e cattoliche – hanno anche partecipato a un incontro preparatorio del Family day, intitolato «Parlamentari per la famiglia» – Tiziana Ciprini, Marta Grande, Azzurra Cancellieri.

I grillini contro il DDL Cirinnà

In un articolo qualche tempo fa avevamo parlato dei grillini contro il DDL Cirinnà e delle loro argomentazioni, come quella che la decisione di votare sì sarebbe stata presa fuori dal programma del MoVimento. È vero che il tema delle unioni civili e dei diritti degli omosessuali non era nel programma del MoVimento, infatti quando il senatore pentastellato (poi espulso) Luis Alberto Orellana avanzò per primo in questa legislatura una proposta simile diversi furono i malumori nel partito di Grillo, dovuti però più ad una questione formale che a resistente dei cattolici grillini. Quello che veniva chiesto era che fosse “la Rete” ad esprimersi su questa questione sulla quale i portavoce non avevo ricevuto esplicitamente mandato popolare (non essendo nel programma). Ed incredibilmente è successo che il 28 ottobre 2014 (quindi in tempi decisamente non sospetti per il Family Day) si sia tenuta una consultazione online su unioni civili e convivenze, ovvero proprio sul testo base del DDL Cirinnà che era allora in discussione in commissione giustizia al Senato. Già all’epoca c’è da dire alcuni iscritti certificati del blog di Grillo (21.360 hanno votato sì e 3.908 no) avevano espresso la loro contrarietà al DDL perché si faceva riferimento alle “adozioni gay”. Come abbiamo spiegato, e come ha spiegato anche il senatore-portavoce Alberto Airola in un post su Facebook la Stepchild Adoption non significa “adozioni gay”, ma una cosa sostanzialmente – e nella forma – ben diversa:
paolo palleschi family day m5s espulsione cirinnà - 2
C’è chi come Andrea Tosatto, soprannominato “l’Apicella di Grillo” da Aldo Grasso a questo punto chiede che si torni a votare sul blog perché – a suo dire – non sarebbe stato spiegato bene agli attivisti certificati cosa stavano andando a votare. Ma non è l’unico a opporsi al voto favorevole sulla Cirinnà, però c’è da dire che le resistenze di certi attivisti a cinque stelle che si possono leggere un po’ ovunque in questi giorni sono difficilmente ascrivibili ad un presunto problema con i cattolici del MoVimento. Si tratta invece per la maggior parte del sempre ricorrente tema del “non fare patti con il PD/Renzi/la maggioranza” che è stato il leit motiv dell’azione politica del M5S in questi due anni e mezzo. Nei giorni scorsi sulla pagina di Manlio Di Stefano c’è stata parecchia discussione nel merito.