Cultura e scienze

Come grazie ai Genitori Preoccupati il morbillo continua a diffondersi in Italia

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Chi continua a negare che in Italia ci sia un problema con il morbillo dovuto alla scarsa copertura vaccinale continua ad avere amare sorprese dai bollettini settimanali del ministero della Salute e l’Istituto superiore della sanità. Nel periodo che va dal 1 gennaio 2017 al 16 luglio sono stati segnalati 3.672 casi di infezione da morbillo. A renderlo noto sono i dati raccolti dal Sistema di Sorveglianza Integrata Morbillo e Rosolia, per Regione, per fascia di età e stato vaccinale.

La continua crescita dei casi di morbillo in Italia

La “novità” dei mesi di giugno e luglio è che oltre all’impressionante numero di casi sono stati registrati tre decessi. L‘89% dei casi di morbillo è stato registrato tra persone che non erano state vaccinate. Un ulteriore 6% tra coloro che hanno ricevuto solo una delle due dosi di vaccino. È noto che l’efficacia della copertura del vaccino è massima quando vengono somministrate tutte e due le dosi. Complessivamente quindi nel 95% dei casi di morbillo riportati è stato registrato in soggetti che avevano una scarsa o nulla copertura vaccinale. Questo significa che nella quasi totalità dei casi il vaccino serve a proteggere la popolazione e soprattutto a prevenire la diffusione del virus.

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Il 90% delle segnalazioni proviene da sette regioni: Piemonte, Lazio, Lombardia, Toscana, Abruzzo, Veneto e Sicilia. In Veneto, dove il Presidente Zaia ha annunciato di volersi opporre al DL Lorenzin sono stati registrati 244 casi di morbillo. Luca Zaia sostiene che non c’è alcuna urgenza di procedere con una nuova legge sulle vaccinazioni obbligatorie.

La libertà di scelta e la bufala dell’autismo

I dati di questa settimana – e quelli dei mesi scorsi – dimostrano il contrario. Soprattutto se confrontiamo i dati di quest’anno con quelli dei quattro anni precedenti. In gran parte risultato della libertà di scelta in campo vaccinale. Vale la pena di ricordare che la vaccinazione MPR/MPRV è quella accusata per anni da molti medici ora radiati dall’albo (e anche qualche avvocato) di causare l’autismo. La cosiddetta trivalente è stata a lungo indicata come la vaccinazione più pericolosa perché i genitori temevano il rischio (inesistente dal punto di vista medico e scientifico) che i propri figli diventassero improvvisamente autistici.

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Come ampiamente noto ammalarsi di morbillo ha delle complicanze. Queste però vengono ignorate dai Genitori Preoccupati™, quelli ben attenti a registrare come gravi reazioni avverse la comparsa di qualche linea di febbre in seguito alla vaccinazione. Evidentemente le varie otiti, insufficienze respiratorie, epatiti, polmoniti o diarrea registrate in almeno il 35% dei casi non destano preoccupazioni perché sono “naturali” e non “indotte” come quelle causate dai vaccini. L’età mediana dei casi pari a 27 anni. La maggior parte dei casi (73%) è stata segnalata in persone di età maggiore o uguale a 15 anni. L’obbligo di vaccinazione per accesso alle scuole è stato tolto 18 anni fa, nel 1999. Oltre all’aumento dei casi registrati nel personale sanitario dovrebbe preoccupare anche l’aspetto relativo ai costi. Chi è contro le vaccinazioni sostiene che sono un regalo alle case farmaceutiche. Ma il fatto che il 41% dei contagiati sia stato ricoverato in ospedale che il 22% si sia dovuto rivolgere al Pronto Soccorso dà l’idea di come anche una malattia considerata innocua come il morbillo abbia dei costi dal punto di vista sanitario.

I casi di morbillo in Umbria sono triplicati

Il dottor Stefano Ricci, direttore dell’Unità organica di neurologia degli ospedali di Città di Castello e Gubbio-Gualdo della Usl 1 sottolinea che in Umbria nei primi sei mesi dell’anno è stato registrato il triplo di casi di morbillo rispetto a tutto il 2016. I casi di morbillo l’anno scorso erano stati 25 mentre quest’anno siamo già a 70. RIcci ricorda la più grave complicanza del morbillo, la panencefalite sclerosente subacuta” sottolineando come la sua “eradicazione si può ottenere solo incrementando le vaccinazioni”. Ricci ha quindi spiegato che la Sno, Società di neuroscienze ospedaliere, del cui direttivo fa parte, “promuove e incoraggia la vaccinazione antimorbillosa su larga scala nel Paese allo scopo di combattere questa malattia”. Come spiega l’ISS il virus del morbillo produce una generalizzata immunosoppressione (con questo termine si intende un forte indebolimento delle difese immunitarie), che può durare anche molto tempo dopo la guarigione dalla malattia. Il meccanismo con cui questo avviene non è ancora del tutto chiaro ma gli studiosi ipotizzano che il virus alteri le funzioni del sistema immunitario. Per questo motivo quindi gli individui non vaccinati contagiati dal morbillo hanno un sistema immunitario che risulta essere più indebolito rispetto a quelli vaccinati.