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Monterotondo, al via la prima campagna comunale contro gli stereotipi di genere

Il comune affronta il problema a partire dal linguaggio. Iniziativa molto simile a quella di Hella Network dello scorso marzo.

Monterotondo campagna contro stereotipi di genere

Arriva la prima campagna comunale di sensibilizzazione contro gli stereotipi di genere nei luoghi di lavoro: #Faccicaso. L’iniziativa è del Comune di Monterotondo.

Monterotondo, al via la prima campagna comunale contro gli stereotipi di genere

Monterotondo campagna contro stereotipi di genere

Lui è “dottore”, laureato o meno, lei è “signora” anche se laureata; lui è “autorevole” mentre lei è “aggressiva”; a lui si fanno i complimenti per il suo lavoro, a lei per il suo aspetto. Il Comune ha voluto sottolineare alcuni degli stereotipi e degli atteggiamenti frequentemente utilizzati che condizionano la vita lavorativa delle donne dandogli meno importanza rispetto agli uomini.

La campagna è stata presentata dal Sindaco Riccardo Varone e dalla Consigliera delegata alle Pari Opportunità Alessandra Clementini, promotrice della campagna e organizzatrice dell’evento, lo scorso 19 novembre.

“Le parole hanno un peso, e troppo spesso, nella vita di tutti i giorni, specialmente nei luoghi di lavoro, vengono usati linguaggi sessisti che sviliscono e offendono la dignità delle donne e contribuiscono a creare quelle condizioni sub-culturali in cui si annidano germi di violenza, psicologica e fisica. Per eliminare alla radice la discriminazione e l’aggressione verbale in maniera efficace è necessario in primo luogo riconoscere e “neutralizzare” espressioni e strereotipi comunemente accettati e che emergono anche nelle conversazioni più banali. È con questo intento che nasce #Faccicaso”, ha detto Alessandra Clementi.

«Tutti e tutte abbiamo pensato e troppo spesso continuiamo a pensare tramite stereotipi, tutti e tutte dobbiamo impegnarci a non restarne schiavi e prigioniere perché gli abusati modi di dire, i luoghi comuni, le battute “divertenti” sulla diversità di genere, non solo contribuiscono alla creazione di uno scenario e di un rumore di fondo che inevitabilmente intacca e condiziona la quotidianità di ogni donna ma fanno spesso da anticamera a fenomeni di abuso verbale e persino di violenza, psicologica e fisica”, ha sottolineato il sindaco Varone.

In realtà un’iniziativa molto simile c’era stata, già nel mese di marzo, da parte di Hella Network che aveva portato la “Guida al sessismo nascosto nei luoghi di lavoro” al WeWorld Onlus Festival. “Sono cose che capitano al lavoro, che ti lasciano un senso di disagio o ingiustizia, ma non sai bene perché. Si tratta di discriminazioni di genere. Ebbene sì, il sessismo non si presenta con un segnale luminoso, ma è nascosto nel nostro quotidiano. La prima regola per evitarlo è riconoscerlo: clicca su ogni immagine per capire il problema dietro ogni caso”, aveva scritto Hella Network sul profilo Facebook in vista dell’evento.