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La denuncia di Monica Cirinnà: “La divisione tra uomini e donne ai seggi è una discriminazione a persone trans e non binarie”

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Monica Cirinnà

Monica Cirinnà, senatrice per il Partito Democratico dal 2013 e attualmente candidata al Senato, ha scritto in un post pubblicato su Facebook di essersi recata a votare e critica la divisione dei libretti per le registrazioni in uomini e donne stabilita dal Ministero degli Interni. Secondo Cirinnà, questa divisione andrebbe superata per adottare al suo posto una divisione in ordine alfabetico in base al cognome. «È un ostacolo all’esercizio del voto delle persone trans e non binarie che, in questo modo, sono costrette a fare coming out», scrive Monica Cirinnà.

Anche Fabrizio Marrazzo, portavoce del Partito Gay, è intervenuto sulla questione della divisione delle liste in uomini e donne, definita «anacronistica».


Sul sito ufficiale del Partito si legge: «L’attuale accesso ai seggi elettorali non tiene conto della complessità delle persone transgender. Migliaia di persone aventi diritto al voto in questo momento in Italia non sono in possesso di documenti conformi alla propria identità». Il Partito Gay sottolinea che a differenza delle elezioni comunali tenute lo scorso giugno, i registri sono bianchi e non rosa e blu, ma le liste sono comunque divise per genere. Questa misura «costringe le persone trangender e non binarie a fare coming out in ambienti non idonei, esponendole di fatto alla possibilità di diventare un facile bersaglio di violenza e discriminazione per la propria identità di genere», spiega Marrazzo. Il Partito Gay chiede alla Ministra Luciana Lamorgese che venga emanata una circolare che ponga fine ai libretti divisi per genere e che le file siano in ordine alfabetico.

L’associazione Gruppo Trans ha lanciato una campagna in cui si invitano gli elettori a sottoscrivere una dichiarazione standard con cui si chiede che «venga messo a verbale come la suddivisione in file, liste, registri per genere o per sesso sia discriminatoria e lesiva nei confronti delle persone trans, di genere fluido, non binarie, o di tutte le identità che non si riconoscono nella dicotomia uomo-donna e che non vengono pertanto considerate e rispettate nella propria autodeterminazione».