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Ali Sonboly: l'autore della strage al centro commerciale Olympia di Monaco di Baviera

Olympia Einkaufszentrum centro commerciale monaco 4

La polizia ha identificato l’autore della strage di Monaco il cui bilancio finale è di nove morti oltre l’attentatore e sedici feriti. Si tratta di un 18enne di origine iraniana, cresciuto in Germania. Il giovanissimo killer, a differenza di quanto sembrato per ore, ha apparentemente agito da solo e non con altre due persone oggetto della caccia all’uomo che si è scatenata in tutta la città poco dopo le 18 di ieri. Il 18enne, inseguito da agenti in borghese, si è sparato con un colpo alla testa e il suo cadavere è stato trovato poco distante dal luogo della strage.  Il 18enne tedesco-iraniano autore della strage di Monaco di Baviera è stato identificato come Ali Sonboly da alcuni media britannici tra cui il Daily Mail e il Telegraph. Il giovane potrebbe aver lanciato l’annuncio dei menù gratis per attirare clienti al McDonald utilizzando il profilo di una ragazza, Selina Akim. Secondo lo Spiegel il terrorista si chiama David S.  Il killer aveva trascorso molto tempo davanti al pc utilizzando giochi di sparatorie ed ammirava l’autore della strage di Winnenden, nei pressi di Stoccarda, dove nel 2009 uno studente 17enne uccise 15 persone in una scuola. Non ci sono prove del legame con ISIS, dice la polizia, mentre “è evidente” il legame con Anders Breivik, autore della strage di Oslo di cui ieri ricorreva il quinto anniversario.
ali sonboly monaco

Ali Sonboly: l’autore della strage al centro commerciale Olympia di Monaco

Il Mirror invece scrive che l’autore della strage si chiamava Ali David Sonboly. L’autore ha agito solo, non aveva complici, e a casa sua non è stato trovato materiale legato a Isis, ma solo documentazione su stragi del passato, ha detto in conferenza stampa Hubertus Andrae, capo della polizia di Monaco, precisando che “non c’è alcun legame” tra la strage e il tema dei profughi. Andrae ha detto che le indagini continuano negli ambienti frequentati dal ragazzo. Si sa che soffriva di crisi depressive, è stato ricoverato nel 2012 e successivamente: gli è stato somministrato un trattamento dopo alcuni fenomeni di squilibrio. Era nato e cresciuto a Monaco di Baviera. Fonti di sicurezza citate da Dpa riferiscono che il killer di Monaco avrebbe avuto problemi scolastici e Focus online rivela che venerdì scorso non avrebbe superato un esame finale. Il padre del ragazzo è un tassista e la madre lavora nella catena di grandi magazzini Karstadt. Blick pubblica invece direttamente la fotografia del citofono della casa in cui abitava il terrorista con la famiglia: il cognome è Sonboly. La Bild pubblica due fotografie

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La fotografia pubblicata da Bild

Secondo quanto riferisce la Dpa, gli investigatori che hanno perquisito l’abitazione nel quartiere di Maxvorstadt, alla periferia di Monaco, sono usciti portando via una serie di scatole di cartone. Nessuna indicazione su quanto contenuto. La polizia non ha voluto rivelare se si trattasse dell’appartamento dell’autore della sparatoria o di suo padre, come invece sostenuto dalla Bild online, secondo cui il 18enne viveva con i genitori proprio in quell’appartamento. Pare che il killer volesse attirare i compagni di classe con l’annuncio sulla pagina del McDonald’s. Ha usato una pistola Glock 9mm con la matricola abrasa, ed aveva circa 300 proiettili nello zaino. Ali Sonboly avrebbe espresso apprezzamento per la strage di Winnenden, accaduta l’11 marzo 2009, quando un ragazzo di 17 anni, Tim Kretschmer, studente della Albertville-Realschule, uccise 15 persone e ne ferì ben 11 con dei colpi di pistola, per poi morire poco dopo suicida.
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L’articolo dello Spiegel che annuncia il nome del terrorista di Monaco

“Non c’è nessuna prova” che l’autore della strage sia stato vittima di bullismo: lo ha detto il capo della polizia di Monaco Hubertus Andrae, precisando che su questo punto “saranno fatte verifiche nei prossimi giorni”. La follia omicida del ragazzino è cominciata intorno alle 17:50 in un McDonald’s all’interno del centro commerciale, ed è proseguita in strada. Nelle drammatiche ore successive è circolato un video diffuso su twitter che mostra un uomo vestito di nero sparare in strada con una pistola sulle persone in disperata fuga. In un altro video, girato da una persona dalla finestra di un palazzo adiacente, il giovane appare sul tetto del centro commerciale, ancora armato. L’autore del video lo apostrofa chiamandolo con l’equivalente tedesco di “stronzo” e l’attentatore urla “sono tedesco”. Lo scambio avviene in dialetto bavarese.

“Sono stato in cura” e “a causa tua sono stato vittima di bullismo per 7 anni” e “ora ho dovuto comprarmi una pistola per spararti”, dice l’autore della strage, secondo la Frankurter Allgemeine, che ha pubblicato alcuni passaggi della conversazione. Il dialogo tra i due (il video completo è qui) si sviluppa in questo modo:

– Uomo in balcone: “Maledetto stronzo…”
– Sparatore: “Grazie a te (incomprensibile”
– Uomo in balcone: “Sei un coglione”
– Sparatore: “E ora ho comprato una pistola per spararvi”
– Uomo in balcone: “Una fottuta pistola, la tua testa non è a posto”
– Uomo in balcone: apparentemente rivolto alla persona che sta filmando: “Ha una pistola, il ragazzo ha una pistola”
– Sparatore: “Merda” Maledetti turchi!”
– Uomo in balcone: “Merda/Maledetti stranieri!”
– Uomo in balcone: rivolto a qualcun altro: “Hey! Ha una pistola! L’ha caricata! Chiama la polizia!”
– Sparatore: “Io sono tedesco!”
– Uomo in balcone: “Sei un coglione, ecco cosa sei”
– Sparatore: “Smettila di filmare!”
– Uomo in balcone: “Sei uno stronzo! Ecco cosa sei”
– Sparatore: “Sono nato qui!”
– Uomo in balcone: “Si, e cosa cazzo pensi di fare?”
– Sparatore: “Sono cresciuto qui nell’area Hartz 4” – riferimento al sussidio sociale
– Sparatore: dice qualcosa a proposito di un “trattamento”. Non e’ chiaro se si riferisca a un trattamento medico o a un modo di trattare le persone.
– Uomo in balcone: dice qualcosa del tipo “sì un trattamento è ciò che ti serve”.

In totale il numero dei feriti nella sparatoria era di 21 persone, ma 5 sono state gia dimesse. In ospedale sono ricoverate ancora 16 persone, 3 delle quali sono in gravi condizioni. “Ci sono giovani tra i morti” e bambini tra i feriti, ha detto il capo della polizia Hubertus Andrae. L’autore della strage è “un 18enne tedesco-iraniano dalla doppia cittadinanza, senza precedenti penali. Il movente è sconosciuto”, ha spiegato Andrae. “Al momento – ha aggiunto – non ci sono similitudini” con l’attacco di lunedì commesso da un 17enne rifugiato afghano ispirato dalla propaganda jihadista, che, armato di ascia e coltello, ha ferito 4 persone su un treno vicino Wurzburg. In precedenza la polizia aveva parlato di sospetto “terrorismo” e in seguito di “grave situazione terroristica”. Testimoni che hanno visto due persone fuggire a bordo di una macchina a tutta velocità dal luogo della strage hanno fatto pensare alla presenza di complici. Per ore la città è rimasta paralizzata: trasporti pubblici fermi, stazione centrale evacuata e chiusa, la polizia diffondeva avvertimenti chiedendo ai cittadini di stare in casa, i negozi e i locali pubblici in centro abbassavano le saracinesche. Chi si trovava in strada non riusciva a tornare a casa per mancanza di mezzi pubblici e trovava rifugio nelle case dei residenti, molti dei quali hanno aperto le porte delle loro abitazioni.

 

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Il diciottenne autore della strage di Monaco viveva con i genitori nella periferia della città a Maxvorstadt. La casa è stata perquisita intorno alle 2 di notte dalla Polizia. Il padre dell’attentatore di Monaco di Baviera è stato portato nella caserma della polizia per essere interrogato. Il giornale tedesco Bild ha scritto che l’attentatore andava a scuola nei pressi di casa e un suo vicino lo aveva visto anche ieri. “Viveva vicino a me, lo conoscevo – ha detto il ragazzo -, un mio amico era suo compagno di classe e sosteneva che era un tipo tranquillo”. Una giornata di lutto nazionale è stata proclamata per oggi in Baviera, in memoria delle vittime dell’attentato di Monaco. Il presidente del Land ha dato disposizione che in tutti gli edifici pubblici vengano esposte bandiere a mezz’asta.

Le foto dell’attentato al centro commerciale Olympia di Monaco di Baviera


Il giovane di 18 anni responsabile dell’attacco di Monaco non era noto alla polizia. Lo ha detto il capo della polizia della città tedesca Hubertus Andrae nella conferenza stampa in cui ha precisato che tra le nove persone uccise vi anche una ragazza di 15 anni. E vi sarebbero diversi bambini tra i 16 feriti. Secondo la ricostruzione fornita dalla polizia il giovane ha iniziato la sparatoria alle 17.52 nel McDonald del centro commerciale dove era entrato con una pistola ed uno zaino rosso. Andrae ha confermato che i due uomini, che in un primo momento erano stati indicati come complici perché si erano allontanati dalla scena a bordo di un’auto, si sono rivelati estranei ai fatti dopo che la polizia li ha fermati ed interrogati. Il giovane, che viveva a Monaco da oltre due anni, si è suicidato a circa un chilometro dal centro commerciale. La polizia ha esaminato il suo zaino per verificare l’eventuale presenza di esplosivo ma ancora non è stato specificato il risultato del controllo. La polizia di Monaco, che ha attivato circa 2300 forze di sicurezza tra le quali le unità di elite anti-terrorismo Gsg 9 e Bfe+ chiedendo rinforzi a tutte le altre città tedesche, ha poi definito non fondate le notizie che si erano diffuse ieri riguardo ad un altro attacco, che sarebbe avvenuto a Karlsplatz, a circa cinque chilometri di distanza dal centro commerciale attaccato. La polizia tedesca sta indagando su un finto annuncio pubblicato su Facebook che offriva cibo gratis al ristorante McDonald’s preso di mira ieri dall’attentatore di Monaco proprio nel momento in cui l’uomo si trovava nel locale: lo scrive il tabloid britannico Daily Mail sottolineando che la notizia è stata confermata dalla polizia tedesca. Il giornale si chiede poi se l’annuncio sia stato postato dallo stesso attentatore per attirare i bambini nel ristorante.

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