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Mohamed Abrini arrestato ad Anderlecht

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Mohammed Abrini, complice di Salah Abdeslam per gli attenti di Parigi, è stato arrestato oggi dalla polizia belga e i media belgi scrivono che sarebbe anche “l’uomo con il cappello” dell’attentato all’aeroporto di Bruxelles. Lo riferiscono le tv Vrt e Rtbf. Belga di origine marocchina, 31 anni, Abrini era stato ripreso dalle telecamere di una stazione di servizio l’11 novembre scorso, due giorni prima degli attentati di Parigi, mentre si trovava a bordo di un’auto a Ressons, sulla strada verso la capitale francese.

Mohamed Abrini arrestato ad Anderlecht

Era lui alla guida di una Renault Clio. Secondo gli investigatori, Abrini avrebbe soggiornato per un periodo di tempo in Siria; suo fratello minore Souleyman era entrato nell’Isis ne gennaio 2014, ed e’ morto otto mesi dopo. L’altro, il più giovane, era nelle cellula terrorista di Abdelhamid Abaaoud. In passato Abrini era stato condannato per rapina. Insieme con lui e’ stato arrestato un secondo sospetto, ripreso dalle telecamere della stazione Petillon della metropolitana di Bruxelles mentre era con il kamikaze che si sarebbe fatto esplodere qualche fermata dopo. Abrini è stato arrestato ad Anderlecht, quartiere di Bruxelles. Secondo i media belgi potrebbe essere lui “l’uomo con il cappello” ripreso dalle telecamere di sorveglianza a Zaventem mentre accompagnava altri due attentatori.  La procura belga ha confermato che “vi sono stati diversi arresti nel corso della giornata nel quadro degli attentati all’aeroporto nazionale e a Bruxelles”, ma non ha fornito le identità degli arrestati. “Per il momento – aggiunge la procura- è impossibile dire altro”. Altre informazioni saranno diffuse “più tardi”. Secondo il quotidiano belga La derniere Heure, queste dichiarazioni della procura, diffuse poco dopo la notizia dell’arresto di Abrini, potrebbero rafforzare l’ipotesi che Abrini sia “l’uomo con il cappello”. Il giornale scrive inoltre che Abrini sarebbe stato arrestato a Bruxelles, nel quartiere di Anderlecht. Infine il secondo uomo arrestato viene indicato come Osana K. Secondo la radiotelevisione Rtbf, sarebbe stato lui a comprare le sacche da viaggio utilizzate negli attentati del 22 marzo, nello shopping center City2 del centro di Bruxelles.
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Responsabile della logistica

Abrini, 31 anni, è considerato uno dei responsabili della logistica degli attentati del 13 novembre a Parigi. La sera del 10 novembre era in macchina a Parigi assieme a Brahimi Abdeslam, fratello di Salah che si farà poi esplodere al caffè Comptoir Voltaire. L’auto, una Clio nera, verrà ritrovata nel XVIII arrondissement dopo gli attentati. Il 10 i due tentano di affittare un appartamento dove poter assemblare i giubbotti esplosivi, ma non hanno i mezzi di pagamento richiesto e tornano a Bruxelles. L’11 Abrini e Salah Abdeslam vengono ripresi insieme dalla telecamera di una stazione di servizio francese e successivamente affittano l’appartamento ad Alfortvlle destinato al gruppo dell’attacco al Bataclan. Il 12 Abrini fa parte del convoglio di tre auto che porta i terroristi a Parigi. Ma i suoi famigliari sostengono che la sera del 13 era a Bruxelles, per firmare il contratto della casa presa in affitto in vista del suo matrimonio, fissato il mese successivo. Da allora era scomparso. Amico d’infanzia e vicino dei fratelli Abdeslam a Molenbeek, ha diversi precedenti penali per furti e violenze e in passato ha gestito una panineria. Nel 2015 si era recato in Turchia. Si sospetta che sia arrivato in Siria dove suo fratello Souleymane è morto nel 2014 combattendo nelle fila dello Stato Islamico.
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