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Una modesta proposta: Consultellum per tutti

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Come sappiamo, l’attuale stallo della politica italiana dipende anche dal problema della legge elettorale: in questo momento ci sono due leggi, una – l’Italicum – che vale solo per la Camera; l’altra – il Consultellum – che vale solo per il Senato. La seconda non è una legge elettorale vera e propria ma deriva dalla sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato il Porcellum.

Una modesta proposta: Consultellum per tutti

I due sistemi non garantiscono la possibilità per una forza politica di avere una maggioranza sia alla Camera che al Senato. Anzi, forniscono la quasi-certezza che una maggioranza non ci sarà. Il Partito Democratico ha preso l’impegno di cambiare l’Italicum dopo il referendum; il centrodestra è d’accordo. Il MoVimento 5 Stelle invece prima ha proposto una legge proporzionale per garantire la rappresentanza a tutte le forze politiche, poi, rendendosi conto che con l’Italicum potrebbe puntare alla vittoria, ha proposto di estendere l’Italicum anche al Senato dopo la sentenza della Consulta; l’udienza si svolgerà il 24 gennaio; è probabile, ma non sicuro, che la sentenza debba arrivare proprio in quel giorno. Ma attendere la sentenza sull’Italicum vorrebbe dire lasciare il paese senza voto per 70 giorni (più probabilmente tre mesi almeno, contando il tempo necessario per recepire le eventuali modifiche che la Corte Costituzionale sancirà).

cosa succede se si vota oggi
Cosa succede se si vota oggi: il sondaggio SWG per Il Messaggero (8 dicembre 2016)

Sotto la lente della Consulta riguardo l’Italicum ci sono diversi aspetti: il premio di maggioranza e il doppio turno, che assegna al vincitore il 54% dei seggi, senza soglie minime per il ballottaggio o quorum; il divieto per le liste di apparentarsi tra il primo e il secondo turno; i capilista bloccati e la candidature multiple in 10 collegi. Tra le critiche sollevate dai ricorsi contro l’Italicum, una denuncia «l’irrazionalità» di scrivere una legge valida solo per la Camera a Costituzione vigente, con il Senato a elezione diretta. La sentenza di gennaio 2014 con la quale la Consulta ha bocciato il Porcellum ha chiarito che le due Camere non possono essere elette con sistemi troppo differenti. Tra i punti della legge che potrebbero saltare, il primo della lista è il ballottaggio che — per i ricorrenti — è distorsivo del principio di rappresentatività: un partito che al primo turno ha ottenuto meno del 30% dei voti potrebbe ritrovarsi, dopo il ballottaggio, con il 54% dei seggi.
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La simulazione dei risultati con Consultellum ed Italicum (Demopolis)

Consultellum unica via

Insomma: attendere il 24 gennaio di certo allontana la data delle elezioni, mentre l’obiettivo (dichiarato, poi bisogna vedere se è vero) di tanti nel paese è andare a votare il più presto possibile. Siccome invece serve una legge anche per il Consultellum che applichi la sentenza del gennaio 2014 (servirebbe anche in caso di sentenza di bocciatura dell’Italicum) la via più breve per una legge elettorale a prova di Corte, visto che sul Consultellum si è già espressa, per portare il paese il più velocemente possibile alle elezioni, è estendere il Consultellum anche alla Camera. Tra l’altro questa potrebbe essere una delle strade intraprese dalla Corte in caso di riforma dell’Italicum. Se davvero i politici vogliono andare alle elezioni al più presto possibile, allora, votino l’estensione del Consultellum e il giorno dopo si sciolgano le Camere. Certo, la nuova legge non darebbe la garanzia di avere una maggioranza certa alla Camera e al Senato (come del resto oggi con Italicum + Consultellum) ma la legge elettorale, oltre a garantire la governabilità, deve essere rappresentativa del paese. E se il paese è spaccato in tre, è giusto che anche il Parlamento lo sia. Con una nuova legislatura poi si potrebbe affrontare il problema della prossima legge elettorale in tutta calma, e non come adesso dove tutti vanno di fretta. D’altro canto, con il passaggio dal proporzionale al maggioritario 23 anni fa, la nostra Repubblica si è trasformata da parlamentare a esecutiva. Il governo ha infatti assunto un ruolo sempre più dominante sul parlamento, attraverso anche la modifica dei regolamenti parlamentari e della prassi. In alcune fasi, soprattutto con Napolitano, si può dire che essa è stata addirittura semi-presidenziale. Tutto ciò è in contrasto con l’ordinamento costituzionale. La priorità oggi è ripristinare la forma parlamentare non solo de iure ma anche de facto. Il primo, importantissimo passo in tale direzione è il ritorno al proporzionale. Consultellum unica via.
EDIT: Ieri Stefano Fassina e il Foglio hanno lanciato la stessa proposta.

“Sono per andare a votare al piu’ presto. E quella del Foglio e’ una soluzione da prendere in considerazione”. Cosi’ Stefano Fassina, deputato di Sinistra Italiana, aderisce alla proposta del ‘Foglio’, lanciata oggi dal direttore Claudio Cerasa, che prevede di sostituire l’Italicum con il Consultellum tarato sulla Camera gia’ approvato nel 2014 dalla Corte.

Ovviamente concordiamo.

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