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Miriam Wuolou: la strana morte della receptionist del Papa

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Miriam Wuolou, 34anni, italiana di origini eritree impiegata alla reception di Santa Marta, la residenza del Papa, è stata trovata morta venerdì 19 febbraio nella sua casa in via Cesare Pascoletti alla Pisana. Era incinta di sette mesi e probabilmente è morta a causa di un coma diabetico. La donna, separata da oltre un anno, aveva un nuovo rapporto, probabilmente un militare che ieri si è presentato ai carabinieri per fornire le sue spiegazioni: si trovava in missione all’estero, per questo non ha cercato Miriam nei giorni in cui probabilmente la donna è deceduta.

Miriam Wuolou: la strana morte della receptionist del Papa

Sul caso indagano i carabinieri, che hanno rinvenuto il cadavere nell’appartamento in seguito alla segnalazione del fratello della donna, allarmato perché da giorni non rispondeva al telefono, mentre il magistrato che coordina l’inchiesta ha disposto, oltre all’autopsia, anche l’esame del Dna sul feto. Dal primo esame esterno sul cadavere non ci sarebbero segni di violenza. In Vaticano, oltre al fatto che la donna soffriva di diabete, si sottolinea di non conoscere quale fosse la sua situazione familiare, e si resta in attesa degli ulteriori esiti delle indagini condotte dalle competenti autorità italiane. In Vaticano, dove si segue con attenzione gli sviluppi del caso, oltre al fatto che la donna soffriva di diabete, si sottolinea di non conoscere quale fosse la sua situazione familiare, e si resta in attesa degli ulteriori esiti delle indagini condotte dalle competenti autorità italiane. I carabinieri del Nucleo Investigativo di via In Selci, secondo quanto si è appreso, hanno svolto un accurato sopralluogo nell’abitazione. A collaborare ai rilievi anche gli uomini del Ris. L’assenza di segni di violenza sul cadavere non porterebbe comunque ad escludere nessuna delle ipotesi, compreso il malore fatale e dunque la morte per cause naturali. Secondo una prima ricostruzione la donna era da tempo sofferente di diabete e doveva seguire una terapia a base di insulina. La gravidanza avanzata potrebbe avere complicato il quadro clinico della donna causandole un malore improvviso. Ma l’autopsia dovrà anche stabilire, oltre alle cause anche l’epoca del decesso: il cadavere, scoperto venerdì, era già in stato di decomposizione, dunque la morte risalirebbe a diversi giorni prima del ritrovamento. Miriam era sposata dal 2014 con un italiano ma da alcune testimonianze sarebbe emerso che l’uomo, già ascoltato dai carabinieri assieme al fratello della donna, non viveva stabilmente con la moglie.

Il giallo di Santa Marta

Il Messaggero, che ieri ha riportato per primo la notizia della morte e delle indagini, oggi spiega quali piste stiano seguendo i magistrati:

I magistrati vogliono scoprire se ci sono state negligenze da parte dei medici che avevano in cura Miriam, ed è probabile che venga ipotizzato il reato di omicidio colposo. Sarà analizzato anche l’apparecchio dell’insulina, non è escluso che la pompa si sia rotta non erogando più il medicinale. Anche il Vaticano ha chiesto alle autorità italiane di chiarire le cause della morte dell’impiegata. «Era una bella donna, amava la musica, ascoltava canzoni sudamericane, mi sembrava sola».
È una vicina a raccontare la vita di Miriam , la stessa che ha visto l’uomo misterioso portarle dei fiori. La vicina ricorda di avere incrociato l’uomo una sera sulle scale «lei lo ha fatto entrare». Ma l’inquilina ricorda anche di avere sentito spesso Miriam litigare al telefono con qualcuno «forse un uomo, erano liti furibonde». L’appartamento dove Miriam si era trasferita da circa un anno è un piccolo residence alla periferia della capitale. La casa ora è sotto sequestro, ed è stata sequestrata anche la sua Citroen