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Migranti, le navi Humanity 1 e Geo Barents sono in acque italiane: "C'è l'ok delle autorità"

Asia Buconi|

ocean viking humanity 1

La nave Humanity 1 è entrata nelle acque territoriali italiane, davanti a Catania, “solo per trovare riparo dal maltempo e solo dopo aver chiesto e ottenuto l’autorizzazione dalla Guardia costiera”. A precisarlo è la Ong Sos Humanity. A bordo della nave, da 15 giorni, ci sono 179 migranti, di cui più di 100 minori non accompagnati e un bimbo di sette mesi.

Non solo: anche la nave Geo Barents è entrata nei mari italiani. “Dopo aver chiesto e ricevuto il permesso dalle autorità italiane, la Geo Barents, nave di ricerca e soccorso di Medici Senza Frontiere, è entrata in acque territoriali italiane a causa del cattivo tempo. Stiamo aspettando da oltre 10 giorni un luogo sicuro di sbarco per i 572 sopravvissuti a bordo. L’ultima richiesta alle autorità italiane risale a ieri sera alle 22:27, e come per le altre, stiamo ancora aspettando una risposta positiva”, ha fatto sapere Juan Matias Gil, capomissione per le operazioni di ricerca e soccorso di MSF.

Non solo Humanity 1: quattro navi delle Ong davanti alla costa della Sicilia

In tutto sono quattro le navi delle Ong, di cui tre a largo del mare di Catania davanti alla costa orientale della Sicilia, in attesa di un porto sicuro per fare sbarcare i migranti soccorsi nel mar Mediterraneo. La ‘Geo Barents’, con 572 persone soccorse, e la ‘Humanity 1’ con 179 migranti a bordo, sono a circa 12 miglia dalla costa etnea, la prima poco più a sud e l’altra a nord rispetto alla città. La Ocean Viking, invece, è all’altezza di Acireale, sempre nel catanese e, con 234 migranti a bordo, sembrerebbe ancora in acque internazionali, ferma a poche miglia dal loro limite. Davanti alla costa del messinese, al largo di Taormina, c’è infine la Rise Above, con 90 persone a bordo.

Dopo il netto “no” da parte di Germania e Norvegia, con la prima che aveva invitato l’Italia a intervenire in soccorso dei migranti dopo aver respinto la richiesta di protezione internazionale di Humanity 1, ieri era arrivata la risposta più morbida della Francia, che si era dichiarata disponibile “a prendere una parte degli uomini e delle donne, come l’abbiamo già fatto in precedenza, affinché l’Italia non sia sola a portare il fardello di questi arrivi”.