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Il migrante ucciso da un carabiniere a Rosarno

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Un colpo di pistola sparato da un carabiniere ha ucciso un profugo stamattina nella tendopoli di San Ferdinando a Rosarno, in Calabria. Secondo una prima ricostruzione il migrante ha minacciato con un coltello il militare che per difendersi ha estratto l’arma d’ordinanza e ha fatto fuoco.

Il migrante ucciso da un carabiniere a Rosarno

 
Il carabiniere che ha ucciso un uomo all’interno della tendopoli che ospita gli extracomunitari a San Ferdinando, vicino a Rosarno, nel Reggino, è stato ferito dalla vittima con un coltello. Le condizioni del carabiniere, intervenuto con un collega in seguito a una lite scoppiata nel campo fra due persone, non sarebbero gravi. La tendopoli ospita centinaia di braccianti, provenienti soprattutto dall’Africa, impiegati durante la stagione invernale nella raccolta degli agrumi in tutta la piana di Gioia Tauro. In questo momento la situazione è tranquilla. Sono 4 i rappresentanti delle forze dell’ordine (due poliziotti e due carabinieri) rimasti feriti durante l’intervento compiuto nella tendopoli fra San Ferdinando e Rosarno, nel Reggino, dove un carabiniere, stamane, ha sparato contro un immigrato che lo aveva aggredito. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, i militari erano intervenuti dopo la segnalazione di una rissa scattata all’interno di una tenda, pare per una sigaretta contesa. Al loro arrivo le forze dell’ordine sono state accolte con il lancio di oggetti da parte di un giovane, cittadino del Mali. Tra questi oggetti, un grosso pezzo di ferro ha colpito alla fronte uno dei militari, procurandogli una profonda ferita. Davanti alla situazione critica il militare ha reagito sparando un colpo di pistola che ha ucciso un immigrato. Gli altri militari feriti avrebbero riportato delle fratture.