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“Mi hanno pestato in 7 perché sono omosessuale”: a Torre Annunziata l’ennesima aggressione omofoba

“Ho provato ad urlare chiedendo aiuto ma nessuno è corso in strada eppure tutte le finestre dei balconi erano aperte. Mi tremano le mani e mi manca il respiro se solo penso a quella maledetta notte.”

A pochi chilometri da Napoli, precisamente Torre Annunziata. Un’ennesima aggressione omofoba, la cui vittima è stato un uomo di 34 anni. Lo hanno picchiato in 7 (tutti tra i 17 e i 30 anni), lo hanno immobilizzato, gli hanno spento due sigarette sul braccio e lo hanno insultato. Il racconto di questa terribile aggressione, Giorgio (il suo nome di fantasia), lo ha affidato alla redazione di Metropolisweb.it, con una mail. Dice quello che è successo, senza peli sulla lingua, ma con il terrore. Il terrore di chi vive in una zona difficile, e in cui esporsi con questa gente può essere pericoloso. Racconta:

È accaduto qualche settimana fa, ero nella mia macchina con un’amica. Mi ero fermato in uno spazio appena all’ingresso del Penniniello da via Settetermini. Stavamo chiacchierando, e non era nemmeno così tardi, appena le undici di sera quando siamo stati circondati da un branco di persone. Non ci hanno dato nemmeno il tempo di chiedere cosa volessero – continua – hanno trascinato la mia amica dall’auto ma è riuscita a sfuggire. Anche io ho provato ad allontanarmi ma invano. Mi hanno bloccato le mani e chiuso con forza lo sportello. Mi urlavano contro e mi insultavano. Ho provato ad urlare chiedendo aiuto ma nessuno è corso in strada eppure tutte le finestre dei balconi erano aperte. Mi hanno spento due cicche di sigarette sul braccio mentre in due mi tenevano bloccato. Sono andato poi in caserma per denunciare ma ho avuto paura quando mi hanno chiesto il riconoscimento dei miei aggressori. Non sono omertoso ma dire la verità in questa città può costare la vita.

L’ennesimo racconto di un’aggressione omofoba. Che però sembra non smuovere le coscienze di quelli che dovrebbero procedere velocemente all’approvazione del Ddl Zan. Racconti che fanno venire i brividi, se poi si pensa che chi quell’aggressione l’ha subita, dica: “Mi tremano le mani e mi manca il respiro se solo penso a quella maledetta notte”.