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Mevlüt Mert Altintas: chi è il killer dell'ambasciatore russo ad Ankara

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Si chiamava Mevlüt Mert Altintas, aveva 22 anni ed era un agente della polizia anti-sommossa di Ankara da due anni. È lui l’uomo che appare nel video e nelle fotografie mentre spara all’ambasciatore russo ad Ankara Andrey KarlovUna foto sui social mostra Mevlüt Mert Altintas accanto al simbolo di una Ong vicina all’Akp, il partito di Erdogan e c’è chi dice che vi abbia militato; e ci sono sospetti di legami con gruppi jihadisti come Al Nusra. La madre e la sorella sono state arrestate nella provincia di Aydin, vicino a Smirne — dove si era diplomato all’accademia di polizia nel 2014. La loro casa è stata perquisita: si scava nel suo passato.

Mevlüt Mert Altintas: chi è il killer dell’ambasciatore russo ad Ankara

Altintas ha prestato servizio per la scorta del presidente Recep Tayyip Erdogan in due diverse occasioni. Sia il presidente turco che altri quadri del partito di governo AKP, infatti, hanno espresso il sospetto che l’omicidio dell’ambasciatore Andrey Karlov possa essere stato ordito dal magnate e imam Gulen, ritenuto la mente del golpe dello scorso 15 luglio, per rovinare le relazioni tra Ankara e Mosca. A rendere quest’ipotesi meno plausibile il fatto che Mevlut Mert Altintas, questo il nome dell’assassino, in due diverse occasioni precedenti fallito golpe ha prestato servizio nella scorta del presidente e che non faccia parte del folto gruppo di esponenti delle forze dell’ordine sospesi dopo il tentato golpe. Sia a Konya nel 2014 che a Bursa nel febbraio 2015, infatti, Altintas è stato uno degli addetti alla sicurezza di Erdogan. La polizia sta attualmente indagando nel percorso educativo dell’assassino, per verificare che non abbia frequentato scuole appartenenti a Fetullah Gulen.


Intanto una delegazione russa arriva stamattina ad Ankara per partecipare alle indagini sull’assassinio dell’ambasciatore russo in Turchia, Andrey Karlov. L’agenzia Ria Novosti precisa che per i funzionari russi è stato allestito un volo speciale. Se la matrice terroristica dell’omicidio sembra data per scontata, di non secondaria importanza sarà l’indagine sulla dinamica, sulla preparazione del delitto, sul killer e su come questo sia stato scelto per garantire, in teoria, la sicurezza del diplomatico all’inaugurazione di una mostra fotografica, ritrovandosi in una situazione perfetta per compiere l’attacco. Le immagini diffuse da Ankara, ieri, mostrano il giovane che tiene in mano la pistola con cui ha appena sparato all’ambasciatore russo, ferendolo a morte e che tiene un braccio sollevato, un dito puntato verso il soffitto, mentre urla, agitandosi sulla scena del delitto. L’agente avrebbe inveito contro il ruolo della Russia nella crisi umanitaria ad Aleppo, in Siria.