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Le esplosioni alla stazione metro di Maelbeek a Bruxelles

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Nei pressi dei palazzi delle istituzioni europee alla metropolitana di Maelbeek a Bruxelles ci sono state altre esplosioni evidentemente collegate all’attentato all’aeroporto Zaventem.  Il livello allerta massimo, appena deciso dopo le esplosioni all’aeroporto, è lo stesso dei giorni successivi alle stragi di Parigi, quando tutta la città di Bruxelles è stata praticamente paralizzata per diversi giorni. Era trapelata la notizia di una seconda esplosione a Schuman ma è stata successivamente smentita. Ci sono notizie di feriti e testimoni oculari che raccontano di aver visto persone coperte di sangue uscire dalle stazioni. Secondo un reporter della AP, ci sono molti feriti in seguito all’esplosione avvenuta alla fermata della metropolitana nei pressi degli edifici dell’Ue. Le autorità belghe hanno predisposto un call center al numero 1771, a cui si possono rivolgere i familiari dei passeggeri per avere informazioni dopo le esplosioni. Quindici morti, 10 feriti gravi e ed altri 45 feriti più leggeri: questo il primo bilancio dell’attentato che ha colpito la metro di Bruxelles nella stazione di Maelbeek fornito dalla Stib, la società che gestisce i trasporti pubblici nella capitale belga. Lunedì l’intelligence belga aveva allertato le autorita’ di Bruxelles di un attacco terroristico imminente: non aveva però saputo dare con precisione il luogo, la data e le modalità dell’operazione.
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Le esplosioni alla stazione metro di Maelbeek a Bruxelles

Almeno 21 persone sono rimaste uccise nelle esplosioni avvenute oggi a Bruxelles. L’hanno riferito i pompieri all’agenzia di stampa France Presse. Si tratta di un bilancio provvisorio. Media hanno parlato di un bilancio non confermato di 23 morti: 13 all’aeroporto di Bruxelles e 10 alla stazione metro Maelbeek.  Il centro di crisi belga raccomanda via twitter di non usare il telefono cellulare, ma solo gli sms o le reti sociali per comunicare visto che la rete è satura.Giravano voci, soprattutto sui social media, anche di un’esplosione alla fermata della metro di Schuman. Al momento, però, la notizia è stata smentita. Questo il video del fumo che esce dalla stazione della metropolitana:

Un video di Maelbeek dopo l’esplosione


Un testimone ha raccontato all’ANSA di aver visto una ventina di persone a terra dopo l’attacco alla metro di Maalbeek, senza essere in grado però di precisare se si tratta di morti o feriti. Tutto l’accesso a Schumann, l’arteria principale che porta alle istituzioni Ue è bloccato, ci sono una ventina di mezzi della polizia e ambulanze. Un’immagine rilanciata su Twitter mostra un tunnel della metropolitana pieno di persone e fumo: Evan Lemos, l’autore del tweet, spiega: “Appena arrivato alla stazione di Schumann dopo aver camminato sui binari”.  Pauline Almandet, giornalista di France TV, pubblica questa foto della metro di Maelbeek a Bruxelles:
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Il servizio di trasporto pubblico di bus, tram e metro a Bruxelles è stato sospeso. La Commissione europea ha chiesto al personale di rimanere chiuso nei propri uffici dopo le esplosioni che hanno colpito l’aeroporto e le stazioni della metro di Bruxelles. Questa una fotografia del fumo nelle stazioni di Maelbeek e Schuman:
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Il Palazzo Reale di Bruxelles è stato chiuso dopo il ritrovamento di un pacco sospetto. Le foto dei soccorsi:
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Dal 2011, il Belgio, considerato ormai uno snodo cruciale delle attività degli jihadisti in Europa, ha conosciuto diversi eventi drammatici collegati al terrorismo. Eccone una cronologia a ritroso. – 18 marzo 2016: Salah Abdeslam, presunta mente degli attacchi del 13 novembre 2015 a Parigi, viene arrestato nel quartiere brussellese di Molenbeek, dopo una sparatoria. – 21-26 novembre 2015: l’intera Bruxelles viene posta in stato di massima allerta per “minaccia seria ed imminente” di un attentato, poco dopo le stragi di Parigi. Scuole e trasporti pubblici vengono chiusi, l’esercito pattuglia le strade cittadine. – 15 gennaio 2015: una cellula terroristica viene smantellata dalle forze di sicurezza a Verviers, nell’est del Paese. Due terroristi vengono uccisi nell’operazione, al termine della quale la polizia trova armi e materiali utili alla fabbricazione di esplosivi. – 24 maggio 2014: Medhi Nemmouche spara ed uccide quattro persone al Museo ebraico di Bruxelles. – 13 dicembre 2011: Nordine Amrani, 33 anni, apre il fuoco in strada a Liegi usando diverse armi: muoiono cinque persone, 125 restano ferite. Prima di allora, il Paese aveva conosciuto l’ultimo attentato nel 1981, quando un attacco dinamitardo aveva colpito una sinagoga ad Anversa, causando tre morti e una sessantina di feriti.

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Sull’arteria principale che porta da da Schumann a Maalbeck, rue de la Loi, la polizia ha messo una lunga barriera, dietro alla quale si trovano decine di ambulanze che hanno prestato il primo soccorso ai feriti direttamente sul marciapiede. Lo hanno raccontato i testimoni che dai palazzi vicini hanno potuto vedere cosa stava accadendo. Uno di loro ha raccontato anche che alcuni feriti sono stati portati negli androni dei palazzi per essere curati.

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Foto da Alxdm su Twitter

Le esplosioni di Bruxelles sono la risposta dello Stato Islamico alla cattura di Salah Abdeslam, il kamikaze mancato e la presunta mente delle stragi di novembre a Parigi, catturato dalle forze di sicurezza belghe., sostengono in rete jihadisti sostenitori del Califfato dello sceicco Abu Bakr al Baghdadi. “I leoni di Bruxelles vi dicono: o lasciate libero Salah questo è il negoziato dello Stato Islamico”, twitta Abou Maouedh el Qayrawani, con un cognome che rivela le sue origini tunisine. Qayrawan è infatti l’odierna città della Tunisia che, nel periodo califfato islamico, fu la capitale del governatorato dell’Ifriqiya. “Bruxelles diventerà presto una delle province dello Stato islamico… dovete solo aspettare”, scrive un terzo, seguito da un quarto utente che ribadisce le minacce: “Le esplosioni di Bruxelles sono solo una piccola parte del caro conto che gli adoratori della croce (i cristiani) dovranno pagare”, scrive sotto il nome “Estremista: TNTbomb6”.
EDIT: L’ISIS rivendica gli attacchi (da: agenzia di stampa AGI):

Isis rivendica gli attentati compiuti oggi nella capitale belga Bruxelles. Con una nota diramata dall’agenzia di stampa “Amaq”, che fa capo al gruppo terroristico, tramite il social network “Telegram”, la responsabilita’ della serie di attentati che hanno provocato la morte di 26 persone, sottolineando la velocita’ con la quale sono stati messi a segno. Nel messaggio di rivendicazione non si trovano altri particolari circa l’attacco ma si promette, alla fine, l’esecuzione di ulteriori attentati in Europa.