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Metrebus, sui biglietti arriva la class action

Ferrovie dello Stato ha annunciato la disdetta del servizio Metrebus che va avanti da 22 anni e che consente ai titolari di biglietti e abbonamenti “integrati” di viaggiare indifferentemente sui mezzi delle suddette società e sui bus delle linee notturne ultra periferiche e notturne gestite da Roma TPL, nei limiti di validità del titolo acquistato. E le associazioni dei consumatori intanto minacciano una class action. Anche se l’assessore ai trasporti della Regione Michele Civita si sta impegnando per risolvere il problema. Racconta oggi Repubblica:

«La Regione Lazio — ha confermato Civita — entro dicembre si assumerà la responsabilità di presentare un progetto, che auspichiamo sia il frutto del lavoro comune per il superamento delle problematiche evidenziate e per il miglioramento del sistema Metrebus». Parole di distensione che non trovano riscontro nella posizione dell’amministratore delegato delle Ferrovie, Renato Mazzoncini. Intervenendo ieri a margine di una conferenza stampa, l’ad ha difeso la posizione dell’azienda: «Era intollerabile la gestione di Metrebus fatta da Atac. Metrebus ha un suo valore per i cittadini, però la gestione dell’integrazione tariffaria da parte di un soggetto che nei nostri confronti e di Cotral ha 100 milioni di debiti non è più tollerabile. Peccato che la gestione di Atac porti alla morte di Metrebus. Ma è possibile che prima che muoia qualcuno intervenga». Ed è proprio sulla timida apertura contenuta in questa chiosa finale che oggi si gioca la partita diplomatica.

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«Se dovesse accadere che il Metrebus muoia dal primo gennaio — commenta il Comitato pendolari di Roma Nord — avremo un forte rialzo di biglietti e abbonamenti dei singoli vettori (Cotral, Atac, Trenitalia, Tpl locale) con un ulteriore aggravio di spese da parte del già tartassato pendolare». La frantumazione del biglietto unico inaugura infatti una nuova difficoltà proprio per i pendolari, le prime vittime di questo scontro industriale. «Noi già impieghiamo ogni mattina un’ora e quaranta minuti solo per arrivare da Civita Castellana alla stazione Flaminio — racconta Chiara S., uno dei fedelissimi della Roma-Viterbo — e da piazzale Flaminio dobbiamo prendere un altro mezzo per andare al lavoro. Cosa significa la fine del biglietto unico — si domanda — che dovremo fare un doppio biglietto giornaliero o un doppio abbonamento mensile?» Un quesito al quale nessuno ancora ha il coraggio di rispondere, ma su cui sono pronte a dare battaglia le associazioni di tutela dei consumatori. Sulle scrivanie dei legali del Codacons è già confezionata la class action annunciata lo scorso anno, quando per la prima volta fu paventato il rischio di interruzione del biglietto unico. In quell’occasione il presidente Carlo Rienzi annunciò: «se Trenitalia e Cotral usciranno dal sistema Metrebus, contro Atac verrà sferrata una class action milionaria».

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