Fatti

Matteo Salvini verso un Papeete bis?

Si fa strada l’ipotesi di un Salvini pronto ad uscire dal governo Draghi. Per alcuni il tema non è se ma quando

Salvini Letta manifestazione

Un governo liberale di centrodestra e un’alleanza dei sovranisti europei. Questi gli obiettivi del leader della Lega Matteo Salvini per il futuro più o meno imminente.

Le “nuove” fantastiche idee di Matteo Salvini che non stupiscono affatto

Obiettivi chiariti dal leader del Carroccio dopo il consiglio federale concluso con un sì unanime alla guida di Salvini. Un governo liberale di centrodestra dunque che presuppone l’uscita della Lega dal governo Draghi appena terminata l’emergenza Covid. Salvini torna in sé, torna quello di sempre, e dice basta all’esecutivo di unità nazionale. Ulteriore strappo da Giancarlo Giorgetti che invece sperava in una permanenza più duratura nell’attuale maggioranza per non rimanere isolati in Europa.

Che Salvini voglia salutare Draghi è chiaro, ma quando accadrà? Dopo il voto per il Quirinale? O alla scadenza naturale della legislatura? Per ora non è dato saperlo, intanto il caro Matteo sta spingendo per dare alla Lega un programma preciso e partire alla carica con l’assalto elettorale. Ma per avere ulteriori informazioni occorrerà aspettare l’assemblea di dicembre. Certi invece sono alcuni dei principi che animano e continueranno ad animare il partito: taglio delle tasse, difesa della famiglia e delle libertà, misure per l’aumento della natalità, energia.

E se per quanto riguarda gli affari nostrani Salvini, di nuovo, disattende le aspettative di Giorgetti, lo stesso accade per quanto riguarda l’Europa. Se infatti in ministro dello Sviluppo economico auspicava a un avvicinamento al Ppe, Matteo punta a un fronte unico delle destre in Europa. Sul tavolo l’ipotesi di una federazione fra Id ed Ecr, che comprende Fratelli d’Italia. Insomma, un blocco sovranista.

Collocazione che suscita dubbi nell’ala moderata della coalizione: “Pensare che chi si candida a governare il Paese possa avere simpatie per partiti euroscettiici è un lusso e un azzardo che non possiamo permetterci. Una cosa è fare la campagna elettorale da partito di opposizione, un conto da partito di governo che si candida a guidare il Paese nel 2023. O prima”, ha detto la ministra per il Sud e la coesione territoriale Mara Carfagna (FI).