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Giletti va alla guerra: inviato a Odessa per Non è l'arena | VIDEO

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Massimo Giletti

Massimo Giletti è sceso in campo, recandosi direttamente nelle zone del conflitto per raccontare ai suoi telespettatori quel che sta accadendo in Ucraina. Domenica sera il conduttore non era nello studio di “Non è l’Arena”, ma ha guidato lo stesso la sua trasmissione dalla città di Odessa, uno dei luoghi in cui da settimane proseguono i bombardamenti e l’avanzata delle truppe russe.

Massimo Giletti diventa l’inviato di “Non è L’Arena” in Ucraina

Giletti è arrivato a Odessa, nella zona Sud dell’Ucraina, giovedì pomeriggio. Ha raccontato i suoi primi giorni in quei territori martoriati dalla guerra. Poi, domenica sera, si è collegato in diretta stringendo tra le mani una bandiera ucraina e raccontando diverse storie raccolte nel corso dei giorni. Storie di bombardamenti su obiettivi militari e civili. Storie di vittime tra militari e civili. Un reportage dal fronte, consumato nella diretta della sua trasmissione condotta da remoto. Un remoto che, in realtà, è molto più vicino di quel che pensiamo.

Da lì ha mostrato le immagini della città di Mikolaiv sotto le macerie a causa dei bombardamenti continui e incessanti, insieme ai racconti e le testimonianze raccolte anche dagli altri inviati di La7 e della sua trasmissione che si sono intervallati a quelli del conduttore di “Non è l’Arena”. Con la guerra portata negli occhi dei telespettatori che da casa hanno visto in diretta giornalisti “protetti” dalla scritta “press” sui giubbotti anti-proiettili e sui caschi. In tanti lo hanno criticato, accusandolo di fare spettacolo su una storia tragica come la guerra. Altri, invece, lo hanno esaltato per il suo coraggio di andare lì, sul fronte, per raccontare dal vivo quel che si può vedere a occhi nudi per non cadere nella facile propaganda di parte che – spesso e volentieri – viene raccontata in televisione e trasferita sui social.

(foto e video: da Non è l’Arena, La7)