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Marinella Brambilla: un grande ritorno alla corte di Silvio?

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Michaela Biancofiore è uscita allo scoperto oggi: annunciando che ha intenzione di rimanere in Forza Italia invece di andarsene come aveva detto dopo le elezioni amministrative, la deputata ha chiuso così la sua dichiarazione su Facebook: «Infine una doverosa parola sul paventato ritorno nella tolda di comando di Marinella Brambilla: credo di intercettare il pensiero di molti nel dire che é l’auspicio di tutte le persone che l’hanno conosciuta e che vogliono bene al Presidente».

Marinella Brambilla: un grande ritorno alla corte di Silvio?

A cosa si riferisce la Biancofiore? A un articolo uscito qualche giorno fa sulla Stampa a firma di Ugo Magri, nel quale si raccontava della famiglia di Berlusconi furiosa per il tour de force elettorale a cui lo ha costretto il Cerchi Magico del Cav, che ha mandato Berlusconi sotto il sole ad Aversa e a Ostia e a presenziare in tanti party elettorali nonostante le precarie condizioni fisiche. Per questo la famiglia sarebbe orientata a a far tornare nello staff personale del Cav Marinella Brambilla, la sua ex segretaria storica poi detronizzata a collaboratrice part time dopo l’avvento di Mariarosaria Rossi, Alessia Ardesi e Francesca Pascale alla corte di Berlusconi. La Brambilla entrò nello staff di Silvio nei primi anni Ottanta grazie alla madre, governante nella casa di via Rovani dei Berlusconi; negli anni è stata sempre considerata la sua ombra, ed è diventata anche amica di Veronica Lario, che la definiva “lo scudo umano di Silvio”. Era stata anche processata, condannata e poi assolta per falsa testimonianza per aver negato un incontro tra Berlusconi e Massimo Maria Berruti a Palazzo Chigi. Marinella Brambilla si era poi sposata nel 2012 in seconde nozze con Luca Pandolfi, che lavora nella sicurezza di Berlusconi, e poi, rientrata dopo la maternità, si era vista messa da parte di fatto proprio dalla Rossi. Conservando una collaborazione part time ma trovandosi ormai lontana dalla prima linea di Silvio.
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La Brambilla e il cerchio magico

Adesso la Brambilla potrebbe quindi tornare al centro della struttura che fa da filtro tra Berlusconi e il mondo esterno. Tornando all’antico, e quindi rimangiandosi la svolta della Rossi. Quella che la Stampa raccontava così:

È così che Berlusconi progressivamente ha perso contatto col suo mondo. Legge quello che gli fanno vedere, parla con chi gli lasciano incontrare e stop. Non c’è più colloquio, ormai, in cui personaggi del calibro di Gianni Letta, o dello stesso «Fidel» Confalonieri, possano confidarsi a tu per tu con Silvio perché sempre intorno c’è qualcuna a sorvegliare. Ora l’idea che matura tra i vecchi amici, e i famigliari, è di tornare all’antico. Con una segreteria che, quando Berlusconi starà bene, si curerà solo di lui. Senza guardare in faccia nessuno. Marinella, se tornasse, sarebbe l’ideale.

Intanto oggi Francesco Verderami sul Corriere ci racconta il clima di rissa dentro Forza Italia:

Per quanto sia giustificabile voler restare vicini al proprio leader, non sembrano giustificabili per i figli il «protagonismo» e il «cattivo gusto», così come la sola impressione che
davanti al letto di un uomo sofferente il conflitto politico non si fermi, quasi a testimoniare che è iniziata la disputa per una spartizione. Perciò non è bastato ieri il tentativo del governatore Toti, pronto a ribadire che il Cavaliere è il capo «che ci governa con polso fermo», e pronto a sostenere che le ricostruzioni giornalistiche dove si parla di scontri dentro Forza Italia «sono prive di fondamento». Tempo poche ore e sulle agenzie è andata in scena la rissa en plein air.
Da una parte la Savino ha trovato «irrispettoso che qualcuno avanzi pretese o si permetta di mettere in discussione la leadership di Berlusconi». Dall’altra la Ravetto ha bollato come «squallidi personaggi quanti, nel mio stesso partito, hanno tentato di strumentalizzare alcune mie dichiarazioni» a favore della Gelmini. E se la De Girolamo ha spiegato a Forza Italia che Forza italia «non ha bisogno di un leader» e che «sarebbe preferibile un atteggiamento di prudente silenzio in attesa dell’intervento di Berlusconi», Brunetta — invece di glissare — ha risposto a una domanda sul partito «che è monarchico ma non può essere ereditario», evocando così la vecchia storia della discesa in campo di Marina Berlusconi. Per i figli del Cavaliere, al Cavaliere in questa fase non è risparmiato nulla, a fronte di una vicenda dolorosa che è anzitutto privata, sebbene riguardi un uomo pubblico come il padre. Perciò sono infastiditi dal blocco del Sud e dal fronte del Nord, finito anch’esso nel mirino di famiglia dopo il cerchio magico, dalla Rossi fino alla Bergamini, passando per la segreteria di Roma gestita dalla Ardesi e lambendo chi non ha impedito viaggi faticosi a Berlusconi come quello ad Aversa.

Da ieri sera però la famiglia tiene fuori dalla porta gli schiamazzi di un partito su cui pende ora la profezia di Rotondi, fedele alleato del Cavaliere e che a suo tempo fu testimone del declino del suo vecchio partito, la Dc: «I sintomi sono gli stessi. Ormai siamo entrati in un altro mondo. Perciò farei notare agli aspiranti successori di Berlusconi che Forza Italia senza lui in campo vale quanto valeva il Ccd di Casini. Preghino quindi per la sua salute, se non per amor di lui almeno per amore di se stessi. E tacciano invece di agitarsi, perché fossi un figlio di Silvio mi incazzerei». Appunto. Intanto un vecchio leone come Umberto Bossi la pensa così: “Non esiste l’erede di Berlusconi. Non lo è neanche Renzi, perché non ha l’umanità di Silvio né la passione per ciò che fa, questi di oggi hanno solo interessi personali”, “oggi ci sono solo finti leader fatti solo di Tv e Internet”, “oggi ci sono comparse miracolate, ex cortigiani, pecore che hanno morsicato la mano che gli ha dato da mangiare. Pecore”. Bossi, in un’intervista al Fatto Quotidiano rivendica che sia lui che Berlusconi erano mossi da “ideali” e hanno “lottato” per affermarli. Oggi, invece, “usano il potere solo a fini personali e infatti stanno insieme tra Pd ed ex forzisti, alfaniani, persino i traditori della Lega si sono venduti e il Pd li compra pure: è ridicolo. Tutto – ha aggiunto – per spartirsi la torta ma la gente non ama la prepotenza né sentirsi presa in giro”.