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Marco Travaglio e la storia della direzione del TG1

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Nei giorni scorsi il Giornale ha messo in giro la voce, chiaramente una bufala, dell’approdo di Marco Travaglio alla direzione del TG1. Oggi il direttore del Fatto nel suo consueto editoriale ha risposto prendendo evidentemente in giro chi aveva abboccato e suggerendo anche un nome (che sarebbe eccellente) per la direzione:

Speravo di tenere la notizia nascosta ancora per un po’, ma purtroppo il sempre autorevole Il Giornaledi Alessandro Sallusti l’ha spoilerata e diversi siti web l’hanno rilanciata: sono favoritissimo per la direzione del Tg1. La cosa non è ancora ufficiale perché – uso sempre le parole del prestigioso quotidiano della famiglia Berlusconi – sul mio nome si sta consumando uno “scontro interno tra le due anime del Movimento 5 Stelle.

Il sogno dei duri e puri, il gruppo che si riconosce nella leadership del presidente della Camera Roberto Fico, porta al nome di Marco Travaglio: il direttore del Fatto sarebbe la soluzione ideale per trasferire sulla prima rete della tv italiana le campagne antiberlusconiane e giustizialiste. Ipotesi su cui Luigi Di Maio non è d’accordo: le due opzioni su cui vuole puntare l’ala governista e moderata sono Gianluigi Nuzzi ed Enrico Mentana, ospiti fissi all’evento di Ivrea di Davide Casaleggio”. Dove, aggiungo io, quest’anno non ero invitato, dunque devo essere caduto un po’in disgrazia, almeno nell’Eporediese. Però Fico e i duri e puri mi vogliono, quindi sto in pole position, e sono soddisfazioni.

elisabetta casellati marco travaglio

Travaglio riepiloga poi tutte le occasioni di contrasto che in questi anni ha avuto con i maggiori referenti del potere RAI, infine fa sapere quali saranno le sue prime decisioni come direttore del TG1. La più importante è l’ultima:

1.La mia direzione durerà 24 ore.
2. Il mio Tg1 si aprirà ogni giorno con una rubrica fissa dedicata a un protagonista delle trattative Stato-mafia o della corruzione nazionale (uno spazio ovviamente improntato a sottolineare le soluzioni e gli aspetti positivi: gli arresti sfusi o, meglio ancora, le retate di massa).
3. Il mio Tg1 parlerà dei politici, passando ogni giorno ai raggi X quello che dicono e fanno; ma non farà parlare politici, se non per chiedere conto delle loro azioni, e solo quando lo decideranno la direzione e la redazione, non i politici stessi.
4. Al Tg1 lavoreranno solo giornalisti assunti per concorso in base al curriculum, mentre saranno licenziati in tronco tutti i raccomandati, a cominciare dunque dal direttore, che infatti –come detto – si autolicenzierà dopo 24 ore.
5. Un istante prima, firmerò il contratto di assunzione ventennale del mio successore: Milena Gabanelli.

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