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Mara Maffeis: la vera storia della dottoressa “che non vuole curare i no vax”

Lo sfogo di Mara Maffeis, medico di Base in Val Seriana (Bergamo), su Whatsapp. Poi la richiesta all’Ats di revoca per i pazienti che non sono vaccinati. Alla fine la soluzione

Diego Pavesio Mara Maffeis

Un sfogo nello stato di Whatsapp, poi la richiesta all’Ats lombarda per verificare se ci fosse la possibilità di ricusare tutti quei suoi pazienti che non si sono ancora vaccinati contro il Covid e non hanno alcuna intenzione di farlo. Poi la risposta negativa a questa richiesta e tutto dovrebbe essere tornato alla normalità. Questa è la storia di Mara Maffeis, una dottoressa “di base” che lavora in Val Seriana e ha i suoi studi medici (che coprono circa 1.500 pazienti) tra Ponte Nossa e Premolo.

Mara Maffeis, la vera storia della dottoressa “che non vuole curare i no vax”

“Si “ringrazia” tutti i pazienti non vaccinati per la nuova ondata pandemica che ci troviamo ad affrontare!!! Chiederò ad Ats la possibilità di revocare tutti i pazienti non vaccinati!!!”. Questi i punti esclamativi messi dalla dottoressa sul suo stato Whatsapp. E dalle parole si è passati ai fatti. Mara Maffeis, contattata da Il Corriere della Sera, ha spiegato di aver realmente contattato l’Ats per chiedere se fosse possibile rimuovere dalla sua lista di “assistiti” tutti coloro i quali non si sono vaccinati. Ovviamente, però, la risposta dell’Azienda di Tutela della Salute locale ha dato risposta negativa a questa richiesta.

La donna ha parlato di uno sfogo momentaneo. Però, visto che vi è l’obbligo di curare e trattare tutti i pazienti – senza alcuna discriminazione – lei proseguirà nel suo lavoro. Come fatto finora:

“Mi è stato risposto che non è possibile farlo, che allora dovrei revocare anche obesi e fumatori. Dunque, continuerò a curare tutti come ho sempre fatto”.

La situazione, dunque, dovrebbe essere tornata alla normalità. Ma non sono mancate le minacce alla dottoressa che ha raccontato di aver ricevuto diverse telefonate: alcuni annunciavano l’avvio di una raccolta firme per chiedere la sua rimozione dall’ordine dei medici, con tanto di “minaccia” di chiamare Striscia la Notizia. E sui social, da quando è trapelata la notizia è tutto un susseguirsi di insulti dopo quello sfogo e quella richiesta all’Ats rispedita al mittente. Nonostante si sia tornati allo status quo.