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Mandato esplorativo a Fico: il trucco per la pace che porta al Conte Ter

Tra i due litiganti ci vuole un terzo che non goda ma faccia da paciere: il mandato esplorativo a Fico che Mattarella ha affidato al presidente della Camera si racchiude in questo concetto. Non bruciare il nome di Conte e far riavvicinare l’Avvocato del Popolo e Matteo Renzi

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Tra i due litiganti ci vuole un terzo che non goda ma faccia da paciere: il mandato esplorativo a Fico che Mattarella ha affidato al presidente della Camera si racchiude in questo concetto. Non bruciare il nome di Conte e far riavvicinare l’Avvocato del Popolo e Matteo Renzi. Per un nuovo governo con più o meno la stessa maggioranza. Il piano riuscirà?

Mandato esplorativo a Fico: il trucco per la pace che porta al Conte Ter

Il compito del mandato esplorativo a Roberto Fico in realtà è duplice: il nome di Conte è fondamentale anche per ricompattare il Movimento 5 Stelle in acque molto agitate dopo la fatwa di Di Battista che non ha affatto gradito la posizione presa dal M5S che non ha posto veti su Italia Viva al Quirinale. Cosa farà dunque Fico nei quattro giorni del suo mandato esplorativo? Verificherà che i veti reciprocamente caduti dalle forze politiche si possano evolvere in una maggioranza praticamente uguale, se si esclude il gruppo parlamentare dei Costruttori a quella del Conte Bis, spiega Concetto Vecchio su Repubblica. I presupposti ci sono. Non a caso la reazione di Renzi e di Italia Viva è stata positiva: “La decisione del Presidente è una scelta saggia che Italia Viva onorerà lavorando sui contenuti: vaccini, scuola, lavoro, Recovery sono priorità su cui si gioca il futuro. Diciamo no alla caccia al parlamentare, diciamo sì a idee e contenuti. No al populismo, sì alla politica”:

Serve, ha ricordato Mattarella, parlando al Paese alle sette della sera, «un governo con un adeguato sostegno parlamentare». E «dai colloqui, svolti qui al Quirinale – in queste trentadue ore, è emersa la prospettiva di una maggioranza politica, composta a partire dai gruppi che sostenevano il governo precedente. Questa disponibilità – a me manifestata nel corso delle consultazioni – va doverosamente, verificata nella sua concreta praticabilità». Il Quirinale, dopo tre giorni di consultazioni, ha ottenuto un primo risultato: i veti di Pd e M5S nei confronti di Italia viva sono caduti. Nessuno, nei colloqui riservati, ha evocato un’altra maggioranza. Ora manca l’ultimo miglio, il più difficile: convincere Renzi ad accettare Conte su basi nuove, e con una compagine ministeriale rinnovata. Se ciò accadrà, ci sarà un reincarico all’avvocato del popolo. Il che non esclude, in teoria, che possa spuntare anche un nome alternativo.

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Roma – Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con il Presidente della Camera dei Deputati Roberto Ficoi, 27 gennaio 2021.
(Foto di Paolo Giandotti – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

Perché è stato scelto Fico per il mandato esplorativo? Come spiega bene il Fatto è il nome giusto in grado di non bruciare Conte e di tenere insieme i pezzi del Movimento 5 Stelle. Il nome della Casellati, berlusconiana, non avrebbe dato le garanzie necessarie. Il centrodestra ha tutto l’interesse a non rimcomporre le divergenze tra Conte e Renzi:

È una scelta che protegge anche il premier uscente e non lo espone. Ma la metafora che circola al Quirinale riassume efficacemente un altro aspetto della questione: “Se devi risolvere una lite tra moglie e marito (cioè, Conte e Renzi, ndr) ti devi affidare a un terzo non rivolgerti a una delle parti in causa”. Al presidente non sfugge nemmeno il quadro delle fragilità della maggioranza: la freddezza, se non il gelo del Pd, e il “bombardamento”, dentro i 5S, di Alessandro Di Battista sulla rimozione del veto a Iv. Una somma di debolezze che avrebbe messo a rischio un reincarico immediato a Conte. Anche per questo, il nome cui viene dato il mandato esplorativo è un grillino doc, con l’anima dichiarata di sinistra: il presidente della Camera Roberto Fico

Concretamente ora Fico con il suo mandato esplorativo, scrive Ugo Magri su La Stampa, dovrà percorrere l’ultimo miglio che c’è tra la crisi di governo e il Conte Ter. Cosa va fatto?

C’è da definire un programma di governo, bisogna ancora capire quale struttura avrà il Conte-ter, chi lascerà la poltrona di ministro e chi invece riuscirà a occuparla; soprattutto c’è da superare un muro di incomunicabilità anche umana tra Matteo Renzi e l’Avvocato del popolo. A Palazzo Chigi mordono il freno, tradiscono impazienza, non vedono l’ora di tornare in pista; eppure dovrebbero ringraziare Mattarella che, mettendo in campo il presidente della Camera nella veste di paciere, ha evitato a Conte di bruciarsi prematuramente oppure, se l’immagine non piace, di andare a sbattere dopo la prima curva.

Non mancano i rumors secondo i quali Renzi potrebbe “usare” il nome di Fico per proporlo per Palazzo Chigi e così far fuori Conte. Ma il presidente della Camera non è disposto a fare il presidente del Consiglio. Invece dovrà mediare tra le condizioni che il leader di Italia Viva porrà per rientrare in maggioranza. Un rimpasto che sembra ormai chiaro inizi dalla testa di Bonafede, racconta Ilario Lombardo su La Stampa:

Fico si aspetta quello che tutti si aspettano nel Pd e nel M5S: l’ex rottamatore chiederà la testa del Guardasigilli Alfonso Bonafede e a qualcuno ha già anticipato che proporrà al suo posto il nome del procuratore di Milano Francesco Greco, tra i protagonisti di Mani Pulite, autore delle indagini sul crac Parmalat e più recentemente sulla Lega. Un magistrato di alto profilo che non potrà lasciare indifferenti i 5 Stelle. L’obiettivo, evidente, è di spaccare il Movimento tra chi ha la necessità di difendere, anche solo simbolicamente, Bonafede e chi e già pronto a scaricarlo. Da questa casella comincerebbe il risiko del rimpasto che dovrà preludere al Conte Ter. A Palazzo Chigi e tra i partiti della coalizione si azzardano previsioni. Il nome più indigesto come ministro per il Movimento è Maria Elena Boschi. Renzi lo proporrà, magari alle Infrastrutture, per avere le mani su un capitolo importante del Recovery fund

Anche Gualtieri potrebbe saltare secondo le indiscrezioni. Al suo posto Draghi?