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La gogna dei genitori per bene contro la mamma che per errore ha inviato un video "hot" nella chat di classe

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A detta di tutti coloro che hanno un figlio in età scolare non c’è nulla di peggio dei gruppi WhatsApp “di classe”. Quelli per tenere in contatto tutti i genitori degli alunni.  Cioè persone che non hanno alcuna voglia di entrare in contatto tra di loro e che si sentono in dovere di farlo solo per il bene della prole. Ci sono in queste chat persone di ogni tipo, tante quante ce ne sono al di fuori di WhatsApp. Ma a tenere banco sono spesso le mammine che hanno come principale passatempo quello di giudicare le altre.

Quando le mammine si comportano peggio dell’Internet

Qualche giorno fa una mamma di uno di questi noiosissimi gruppi WhatsApp ha inviato per errore un paio di video che i giornali hanno prontamente definito “hot” o “ad alto contenuto erotico” quando non direttamente porno. Si tratta di filmati espliciti che evidentemente dovevano essere inviati ad una persona sola ma che per sbaglio sono finiti nella chat dei genitori. Attimi di imbarazzo, senza dubbio, in fondo nessuno vorrebbe mai che un proprio video privato fosse visto da altri.
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Succede a Viareggio, ma sarebbe potuto capitare ovunque. A quanto pare c’è stato chi ha deciso di salvare e inoltrare i video ad altri contatti. Così tutta la città ha iniziato a parlare di questi video e di questa mamma. C’è chi dubita che il filmato sia vero, lasciando intendere che sarebbe stato scaricato da Internet ma a quanto pare moglie e marito hanno deciso di sporgere denuncia. Difficile dire come andrà avanti la storia dal punto di vista legale. È vero che i video sono stati inviati per errore, ma è anche vero che sono stati inviati spontaneamente e non sembra – ad oggi – che siano stati rubati da qualcuno che poi li ha caricati nel gruppo.
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Da una parte abbiamo una  leggerezza commessa dalla protagonista, vittima di uno sbaglio che può capitare a chiunque a prescindere dalla dimestichezza con la tecnologia. Dall’altra la decisione crudele di alcuni genitori di diffondere quei filmati scatenando il diffondersi dei pettegolezzi e mettendo a repentaglio la reputazione di una donna che non ha fatto nulla di male.

L’ipocrisia delle mamme e dei papà “per bene”

Nella chat infatti non ci sono minori “esposti” a quello spettacolo. E degli adulti avrebbero dovuto capire cosa stavano per mettere in moto. Perché al di là della caccia al tesoro che si è scatenata in certi gruppi Facebook dediti alla masturbazione il dato interessante della faccenda è che certi comportamenti siano comuni anche a chi con questi gruppi ha poco a che fare. Che nei gruppi di onanisti del black homour video come questi siano molto ricercati non stupisce.
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Né stupisce – purtroppo – che vengano costantemente diffusi e condivisi. Ma questo video è diventato “virale” grazie all’operato di bravi e onesti genitori. Mammine e papà che evidentemente non ci hanno pensato troppo su a cogliere l’occasione di “sputtanare” una mamma. Che nel video fa quello che la quasi totalità della popolazione adulta (e non) fa: si masturba.mamma viareggio video whatsapp - 6
Anche chi non ha visto il video ritiene doveroso dare della “poco di buono” alla mamma in questione che non solo ha “sollazzato la curiosità dei compagni di scuola dei figli“. E non si capisce come, visto che la chat era tra genitori. Ma non solo: ha anche messo in imbarazzo i propri, di figli.
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C’è chi racconta che “anche nella sua zona” è successa una cosa simile. Un’altra che grazie a uno sbaglio simile si è scoperto “un abuso su una bambina da parte della mamma e l’amante”. Come a dire: tutti quelli che fanno certi video e certi errori probabilmente hanno ben altro di più sordido da nascondere.
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Altri invece iniziano manifestando la propria solidarietà nei confronti della vittima e definendo “frustrati del cazzo” quelli che hanno condiviso il video. Salvo poi non rinunciare a scaricare la macchina del fango spiegando che nel video “pronuncia un nome diverso da quello di suo marito” e che poi si sia addirittura presentata a scuola “a prendere il figlio in minigonna tutto in tiro”. Manca solo il “se l’è cercata” d’ordinanza e siamo a cavallo. Difficile poi pretendere che i figli si comportino meglio.