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La 22enne cacciata di casa dai genitori dopo aver fatto coming out

La storia di Malika Chalhy, giovane nata in provincia di Firenze che, dopo aver dichiarato il suo amore per una donna, è stata insultata e cacciata dalla casa in cui viveva con la madre, il padre e il fratello

Malika Chalhy

“Sei la nostra rovina”. Sono queste le parole meno pesanti rivolte a Malika Chalhy dalla sua famiglia. La sua colpa? Aver detto alla famiglia di essere innamorata di una donna. Questa storia, dal classico sapore medievale, arriva dalla provincia di Firenze dove una ragazza di 22 anni è stata cacciata da casa dopo aver fatto coming out. La giovane ha denunciato i suoi genitori in seguito alle numerose minacce – anche via chat Whatsapp – ricevute proprio da suo padre e sua madre.

Malika Chalhy, la 22enne cacciata di casa dopo il suo coming out

“Sei uno schifo, lesbica, se ti vedo t’ammazzo. Non mi portare a casa quella putta*a perché le taglio la gola, sei la rovina della nostra famiglia”. È uno dei messaggi audio che la redazione di Fanpage, che ha raccolto la testimonianza della giovane ragazza toscana. E anche: “Ti auguro un tumore, sei la rovina della famiglia, meglio una figlia drogata che lesbica”. Questi i toni utilizzati dai genitori di Malika Chalhy, dopo che lo scorso 4 gennaio aveva raccontato loro di aver iniziato una relazione con una donna.

Messaggi pieni di odio omofobo, ma che rappresentano solamente la punta dell’iceberg. La giovane ha raccontato di esser stata buttata fuori di casa. Da quella casa in cui aveva vissuto per 22 anni in compagnia della madre, del padre e del fratello. Tre giorni dopo quell’assurdo sfogo, Malika Chalhy ha provato a fare ritorno nella sua abitazione, scortata dai Carabinieri visti i toni dei messaggi ricevuti. Ma la famiglia aveva cambiato la serratura per impedirle di entrare dalla porta.

“Arrivata davanti a casa con i Carabinieri ho chiesto gentilmente a mia madre di farmi entrare solo per riavere i miei vestiti e le mie cose, ma lei, rivolgendosi ai due agenti, ha detto di non sapere chi fossi”.

L’ennesimo caso di omofobia, anche in famiglia. Madre, padre e fratello (perché anche lui si è reso protagonista di insulti omofobi nei suoi confronti) che non accettano l’amore vero, a prescindere da quel concetto medievale legato al genere.

Il calcetto e le violenze subite

Malika Chalhy aveva già conosciuto l’omofobia tra le mura di casa. Nella sua intervista a Fanpage ha raccontato quando si era iscritta a calcetto all’insaputa della sua famiglia che non avrebbe mai accettato questa scelta sportiva (forse schiava di preconcetti privi di alcun riferimento). Un giorno, però, i suoi genitori scoprirono i suoi indumenti per giocare a calcio a 5 ed arrivarono anche alla violenza fisica. Da quel giorno, infatti, fu costretta ad abbandonare anche la sua passione per il pallone. E ora, dopo il suo coming out, vive in diversi luoghi. Ma non più nella casa dove era cresciuta insieme a una famiglia troppo omofoba per capire che l’amore vale sopra ogni cosa. E non dipende dal sesso.

(foto: da Fanpage)