Attualità

Il magico mondo dei respiriani (con il morto?)

nicolas piraltz respiriani

Giuseppe Cruciani su Libero oggi racconta il magico mondo dei respiriani e focalizza l’attenzione su Nicolas Piraltz, leader del movimento respiriano e organizzatore di un evento in Francia dove, secondo la testimonianza dell’italo-peruviana Helena Linares, ci sarebbe stato un morto. L’evento era nella parte meridionale della Francia, esattamente nell’Oasi di Lentiourel, in una casa colonica gestita da Pilartz e dalla fidanzata, che è anche la sua assistente. Dell’evento si parla on line, ma non c’è alcuna traccia di quanto raccontato dalla ragazza.

«Si pagano seicento euro a persona per venti giorni. Senza ricevuta».
Cioè,fammi capire. Si paga per digiunare.
«Sì, è un corso di alimentazione pranica. Cioè sostenersi senza cibi solidi e liquidi».
Ma voi siete matti. E anche il capo, questo Pilartz, digiunava con voi?
«Ecco, ho scoperto che lui in realtà almeno due volte a settimana mangia la carne. Ce lo ha detto chiaramente. Per me che sono vegana è stato uno choc. Compra anche delfoie-gras e consiglia ai vegetariani di mettere nel brodo vegetale anche una coscia di pollo».

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Nicolas Piraltz

Ora, a parte l’evidente genialità di Pilartz che merita soltanto per questo tutta la stima del mondo, la situazione raccontata dalla Linares somiglia a quella del Maharishi Mahesh Yogi, guru indiano che a un certo punto divenne guida spirituale dei Beatles, i quali però lo mollarono, come racconta Peter Norman in Shout!, quando si accorsero che il detto “predicar bene e razzolare male” e che il suo interesse per Mia Farrow non fosse esattamente spirituale. Il punto è che Helena Linares, che parla anche di dormite su materassi per terra, sporcizia ovunque e assenza di bagni nel soggiorno pagatissimo di Pilartz, racconta anche la storia di un uomo che si sarebbe sentito male e sarebbe morto senza che nessuno abbia fatto niente. Eppure quando si registra una morte del genere la polizia si muove, ma nessun giornale francese ha raccontato una vicenda simile negli ultimi mesi:

«Al sedicesimo giorno di digiuno eravamo tutti stanchi, spossati. C’era questa persona, un 65enne, bergamasco. Era arrivato con la moglie. L’ho conosciuto bene, una bellissima persona. Ma aveva un problema cardiaco già prima di venire in Francia. A un centro punto si è accasciato sotto la doccia, ho sentito le urla dei suoi compagni. Dopo un po’ è arrivata l’ambulanza, hanno cercato di salvarlo ma dopo mezz’ora era morto. Era la mattina del 25 luglio».

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Helena Linares, foto da Facebook

Scusa, non c’erano medici pronti a intervenire?
«Nessuno, in questo posto non c’era un dottore. Eppure stavamo digiunando. Nessuno ha potuto fare a questa persona un massaggio cardiaco di primo soccorso».
E Pilartz che ha fatto?
«Nulla, il corso è andato avanti come se nulla fosse».