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Mafia Capitale, a Roma si torna a sparare

massimo carminati banda della magliana

Al primo hanno sparato cinque colpi di pistola mentre scendeva dalla sua Golf sotto casa, a Ottavia. L’altro è stato ritrovato carbonizzato in un’automobile intestata a un cittadino francese con due bossoli. Due omicidi misteriosi bagnano la fine del 2014 a Roma, e lo fanno dopo che la Procura di Roma ha chiuso la prima fase dell’inchiesta di Mafia Capitale.
 
IGINO DUELLO, L’AMICO DEL BOSS
Igino Duello, il 53enne ucciso la sera del 30 dicembre scorso a poca distanza dalla propria abitazione in zona Ottavia, periferia nord di Roma, è stato ucciso da cinque colpi di pistola. Al momento gli inquirenti sono al lavoro per dare un movente all’esecuzione dell’uomo, che nei mesi scorsi era finito in carcere per vicende legate al traffico di sostanze stupefacenti. Il pm Tiziana Cugini, della direzione distrettuale antimafia di Roma, ha ascoltato una serie di persone tra cui anche i parenti della vittima per cercare di delineare l’ambito in cui si è consumato il delitto. I killer hanno atteso Duello a pochi passi dall’abitazione e lo hanno freddato con una serie di colpi. Una azione che per modalità, spigano fonti inquirenti, potrebbe avere un duplici significato: da un lato a sparare potrebbero essere state mani non esperte e questo lo fa pensare l’alto numero di colpi esplosi (non si sa ancora se tutti dello stesso calibro), dall’altro i sicari hanno forse voluto farlo credere per tentare di inquinare l’attività investigativa. Duello non era uno sconosciuto alle forze dell’ordine, che avevano inquadrato il suo ruolo all’interno del quadrante criminale che da Primavalle arriva fino a Casalotti. Specializzato nel narcotraffico, Duello era finito nella rete delle forze dell’ordine a marzo per traffico di stupefacenti: i carabinieri avevano scoperto il suo ruolo insieme a quello di altri 44 arrestati tra la Sardegna e Roma, tra i quali spiccava il boss Walter Domizi, recluso attualmente a Spoleto a scontare una condanna a 18 anni di galera. Scrive il Messaggero:

Igino Duello avrebbe avuto rapporti con Domizi, soprannominato ”il Gattino”, figura storica, a dire degli inquirenti, del crimine di Primavalle. I due a metà degli anni ’90 furono arrestati per un colpo in banca da 10 miliardi. Furono accusati di far parte della banda degli ”uomini d’oro” che era riuscita a svaligiare il caveau del Credito Agricolo Bresciano a via Veneto. Polizia e carabinieri recuperarono alcune valigie piene di lingotti e di altri oggetti preziosi. Nel luglio del 2011 i carabinieri misero a segno una confisca di beni, per oltre 10 milioni di euro, riconducibili proprio a Domizi di Casalotti. L’indagine si sviluppò nel 2007 e gli uomini dell’Arma smantellarono un’organizzazione della quale facevano parte romani e sudamericani che importavano mensilmente chili di cocaina nella Capitale. Questo sarebbe, secondo i carabinieri, uno degli scenari dietro il delitto di questa sera nel condominio ad Ottavia.

Non solo, sempre parlando dei clan di Primavalle, monitorati dagli inquirenti, negli anni scorsi, ci sono state alcune esecuzioni rimaste ancora insolute come quella del meccanico calabrese Mario Maida, ucciso una sera di febbraio di due anni fa, con un colpo alla testa davanti alla sua officina a Torrevecchia.

via iacursio roma
Via Iacursio: il luogo del ritrovamento del cadavere alla Borghesiana

 IL CORPO RITROVATO ALLA BORGHESIANA
Ancora mistero invece sul corpo ritrovato alla Borghesiana. L’auto con il cadavere è stata rinvenuta in via Iacurso, una stradina molto isolata nel quartiere della Borghesiana, alla periferia est di Roma. Gli agenti del commissariato sono stati allertati dai vigili del fuoco, intervenuti sul posto per domare le fiamme dell’incendio dell’auto, probabilmente di origine dolosa e non dovuto all’esplosione di petardi o fuochi d’artificio di fine anno. Il corpo, completamente irriconoscibile, era seduto sul lato passeggero con il sedile reclinato. Il cadavere è ora a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Solo l’autopsia potrà chiarire le cause della morte.  Il quadro che emergerebbe, al momento, è quello di una vera e propria esecuzione, la seconda in due giorni a Roma. L’uomo potrebbe essere stato ucciso con un colpo alla nuca e il suo corpo poi dato alle fiamme insieme all’auto per cancellare ogni traccia del delitto. Non si esclude la pista di un regolamento di conti maturato nell’ambito della criminalità romana. Con due omicidi in due giorni inevitabile monta la polemica politica, con il coordinatore romano di Forza Italia, Davide Bordoni, che parla di emergenza sicurezza. Al momento gli agenti della squadra Mobile che indagano sul caso, insieme con i colleghi della Scientifica, stanno rimettendo insieme le prove rinvenute nella stradina isolata alla periferia della Capitale. A rendere più complicate le indagini sono le condizioni nelle quali sono stati trovati il corpo e la stessa auto, entrambi completamente carbonizzati dalle fiamme. Ad allertare il 113 infatti sono stati i vigili del fuoco che la notte scorsa sono giunti sul posto per domare l’incendio all’auto, ferma nel mezzo di via Iacurso. Tanto che inizialmente si è pensato ad un incendio scatenato dai fuochi d’artificio per i festeggiamenti del Capodanno. Ipotesi scartata poco dopo da una prima analisi del cadavere, sulla cui nuca e’ stato rinvenuto un foro, molto probabilmente causato da arma da fuoco. Ad avvalorare la pista dell’omicidio ci sono anche i due bossoli trovati in posti diversi, indizio che lascia pensare ad un incendio appiccato per nascondere l’omicidio. L’auto è intestata a un cittadino francese non residente in Italia.