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Mafia Capitale, la sentenza: cade l'associazione mafiosa

massimo carminati mafia capitale

Diciannove anni di carcere per Salvatore Buzzi, venti anni a Massimo Carminati. Questa la sentenza di primo grado del processo di Mafia Capitale. Il tribunale di Roma ha condannato l’ex capogruppo del Pdl in Comune, Luca Gramazio, a 11 anni di reclusione. Mirko Coratti, ex presidente del Consiglio comunale di Roma ed esponente del Partito democratico, è stato condannato a 6 anni. Luca Odevaine, altro esponente PD, ha preso sei anni e sei mesi.

Mafia Capitale, la sentenza: cade l’associazione mafiosa

Nella determinazione delle pene è caduta l’aggravante dell’associazione mafiosa: resta l’associazione a delinquere. Franco Panzironi, ex ad di Ama, è stato condannato a 10 anni. Riccardo Brugia a 11 anni. Dodici anni di carcere per Fabrizio Testa, ex manager ANAV. Pierpaolo Pedetti, ex consigliere Pd al Comune di Roma, è stato condannato a 7 anni. L’ex minisindaco di Ostia Andrea Tassone ha preso 5 anni di carcere. Giordano Tredicine, ex consigliere al Comune di Roma del Pdl, è stato condannato a 3 anni. Per Odevaine i giudici, ritenuta la continuazione rispetto alla pena già inflitta da due precedenti sentenze, hanno determinato la pena nella misura complessiva di otto anni di reclusione.

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Massimo Carminati e la banda di Mafia Capitale (Corriere della Sera, 9 dicembre 2014)

Massimo Carminati ha seguito in piedi la lettura della sentenza che lo condanna a 20 anni, mentre Salvatore Buzzi è rimasto seduto a prendere appunti. Entrambi i principali imputati sono in videoconferenza dalle carceri rispettivamente di Parma (Carminati) e Tolmezzo (Buzzi) in cui si trovano al 41 bis, il regime duro per i mafiosi. In collegamento anche Riccardo Brugia, fedelissimo di Carminati, condannato a 11 anni, che in piedi ha scosso ripetutamente la testa.

Le pene dimezzate

Rispetto alle richieste della Procura che aveva proposto per tutti gli imputati 5 secoli di carcere, i giudici della decima Corte presieduta da Rosanna Ianniello hanno inflitto oltre 250 anni di carcere, dimezzando di fatto le pene. L’avvocato di Carminati Ippolita Naso si è detta soddisfatta. Il pubblico ministero Paolo Ielo ha detto che le sentenze si rispettano e promesso di ricorrere in appello. Condannate anche la moglie e la segretaria di Salvatore Buzzi, Alessandra Garrone e Nadia Cerrito. A Garrone è stata inflitta una condanna di 13 anni e sei mesi mentre a Cerrito, che teneva i libri contabili di Buzzi compreso quello delle tangenti, 5 anni.

Le mani di Mafia Capitale su Roma (La Repubblica, 15 dicembre 2014)

Sono 41 i condannati e cinque gli assolti al termine del processo di primo grado per mafia capitale. Nel dettaglio il tribunale ha così disposto. Queste le condanne: Claudio Bolla (6 anni), Stefano Bravo (4 anni e 6 mesi), Riccardo Brugia (11 anni), Emanuela Bugitti (6 anni), Salvatore Buzzi (19 anni), Claudio Caldarelli (10 anni), Matteo Calvio (9 anni), Massimo Carminati (20 anni), Nadia Cerrito (5 anni), Pierina Chiaravalle (2 anni e 8 mesi), Mario Cola (5 anni), Sandro Coltellacci (7 anni), Mirko Coratti (6 anni), Giovanni De Carlo (2 anni e mezzo), Paolo Di Ninno (12 anni), Antonio Esposito (5 anni), Franco Figurelli (5 anni), Agostino Gaglianone (6 anni e mezzo), Alessandra Garrone (13 anni e mezzo), Luca Gramazio (11 anni), Carlo Maria Guarany (5 anni), Cristiano Guarnera (4 anni), Giuseppe Ietto (4 anni), Giovanni Lacopo (6 anni), Roberto Lacopo (8 anni), Guido Magrini (5 anni), Sergio Menichelli (5 anni), Michele Nacamulli (5 anni), Luca Odevaine (6 anni e 6 mesi, che diventano 8 in continuazione con due precedenti patteggiamenti), Franco Panzironi (10 anni), Pier Paolo Pedetti (7 anni), Marco Placidi (5 anni), Carlo Pucci (6 anni), Daniele Pulcini (1 anno), Mario Schina (5 anni e mezzo), Angelo Scozzafava (5 anni), Andrea Tassone (5 anni), Fabrizio Franco Testa (12 anni), Giordano Tredicine (3 anni), Claudio Turella (9 anni), Tiziano Zuccolo (3 anni e mezzo). Assolti l’ex Dg di Ama Giovanni Fiscon, Giuseppe Mogliani, Fabio Stefoni, Rocco Rotolo e Salvatore Ruggiero.