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Mafia Capitale e la bufala del terrorista che si porta a casa la direttrice del carcere

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Ci sono anche bufale nella storia di Mafia Capitale. Specialmente se si comincia a pescare nelle intercettazioni decontestualizzando i testi che vengono trascritti, o senza capirne il senso. Il caso vuole che a finirci in mezzo oggi siano stati un ex terrorista di nome Luigi Ciavardini, e Silvia Pesante, fino a ieri direttore del carcere di Sulmona. I due infatti finiscono in mezzo a un equivoco generato da una conversazione scherzosa tra gli indagati Mario Zurlo e Riccardo Brugia, alla presenza come al solito di Massimo Carminati.
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LA BUFALA DEL TERRORISTA CHE SI PORTA A CASA LA DIRETTRICE BIONDA
La storia viene riportata da tutti i giornali, anche se ad andarci più duri sono al Messaggero, dove titolano “Si porta a casa la direttrice bionda” a proposito di Luigi Ciavardini, ex NAR condannato per la strage di Bologna, oggi in semilibertà e titolare di una cooperativa che si occupa di verde pubblico. O meglio, come si capisce dal testo, si sta facendo semplicemente un’allusione a una presunta (smentita effettivamente dagli interessati) relazione tra i due:

Si discute di una presunta relazione tra l’ex esponente dei Nar e «la bionda direttrice» che, quando era a Frosinone, avrebbe affidato alla sua cooperativa sociale la gestione del verde intorno al carcere. «Gli ho dettodi stare attento – dice l’imprenditore riferendosi a Ciavardini – perché il giorno che non te la porti più a casa questa te fa leva la semi libertà». Zurlo aggiunge anche di averevisto «Luigi in auto con una bionda in macchina, il direttore del carceredi Frosinone, se la stava portando a casa». E puntualizza: «Con la sua cooperativa sociale Ciavardini sta facendo tutti i lavori intorno al carcere, gli pulisce l’erba… c’ha tutto il verde esterno».

La conversazione, così come viene trascritta dai brogliacci, è in realtà una bufala. Nel senso che lo stesso Zurlo è costretto a smentire, spiegando il senso delle frasi riprese dai giornali: «Sono state riportate dai media alcune frasi riguardanti Luigi Ciavardini che avrei pronunciato in data e luogo che non ricordo tra conoscenti in un bar. Tengo a precisare che il colloquio che ricordo vagamente aveva contenuto scherzoso e canzonatorio nei confronti dell’amico Ciavardini, così come avviene usualmente a tutti coloro che scherzano allegramente mai supponendo di essere ascoltati da terze persone e ancor meno immaginando che lo scherzo possa finire su un giornale qualche anno dopo», dice in una nota. «Tengo ancora a precisare – aggiunge – che nulla sapevo o so di legami personali del Ciavardini con la persona scherzosamente menzionata nel colloquio, menzionata unicamente perché Ciavardini si trovava, in regime di semilibertà e doveva rientrare al carcere ogni sera. Mi dispiace di aver del tutto inconsapevolmente creato problemi a Ciavardini, a sua moglie che conosco e stimo e alla signora che non conosco e delle cui vicende, ripeto, non ho mai sentito parlare».
 

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Luigi Ciavardini, ex terrorista dei NAR, in una foto d’epoca (Archivio L’Unità)

LE ALTRE SMENTITE
Già ieri Silvia Pesante aveva smentito e spiegato che le circostanze raccontate erano senza né capo né coda. «È una mascalzonata, una falsità. Ho avuto contatti con certa gente, per via del mio lavoro, ma so anche che si tratta di un “certo tipo di gente”, mentre per fortuna la buona parte del volontariato che opera con i detenuti è sana. Il mio avvicendamento a Sulmona fa parte delle disposizioni:ero provvisoria. Si è trattato di un normale passaggio di consegne». Al suo posto è stato richiamato Sergio Romice, ex direttore allontanato per la gestione del caso Aiello (luogotenente di Provenzano, che ottenne gli arresti domiciliari perché affetto da favismo),ma che per quella vicenda è stato prosciolto dal ministero della Giustizia.