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I maestri bocciati per gli errori di grammatica in Friuli

scuola superiore

La storia l’ha raccontata l’altroieri il Messaggero Veneto: nell’ultimo concorso della Buona Scuola aperto in Friuli Venezia Giulia tre aspiranti maestri su quattro sono stati bocciati all’esame scritto.

I maestri bocciati perché non sanno il congiuntivo in Friuli

Gli ammessi erano 700 e i risultati sono arrivati soltanto in questi giorni. In mezzo commissioni d’esame dimissionarie e plichi perduti e solo di recente ritrovati. Un pasticcio, per 189 posti di ruolo in palio che ancora attendono di essere coperti. Ma a sorprendere i commissari è stata la scarsa, per non dire disastrosa, preparazione linguistica dei candidati, per lo più giovani diplomati, qualcuno con laurea.

All’esame quegli stessi maestri (o aspiranti tali) hanno fatto mettere le mani nei capelli a chi li doveva giudicare. Chi è inciampato nella consecutio, chi è caduto rovinosamente nella concordanza tra soggetto e verbo: «La palla girav asu se stessa mentre l’allievo l’ha guardata»; «Gli strumenti utilizzati ha un’importanza fondamentale». Un candidato è sicuro che «il bambino a bisogno di…». Un’acca, almeno. Un altro dimenticale doppie: «La strutura è importante; ma lo è di più la didatica», scrive. Importante sarebbe sapere almeno l’italiano, scuotono la testa i commissari.

Gli strafalcioni sono stati ricorrenti nel concorso per lascuola dell’infanzia e primaria indetto nel 2016 e svolto in ogni regione. Repubblica ricorda oggi che a livello nazionale il 70% non ha passato gli scritti, otto su dieci nel Lazio. In Veneto sono stati ammessi all’orale in 1.604 su 3.410. Anche qui fece scandalo la galleria degli orrori grammaticali: “un’evento, aquistato, una melodia disciendente”. Non andò meglio in Emilia Romagna: 448 promossi allo scritto su 2.701, il 16,5%.