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Il M5S e il voto salva-Tredicine per Piazza Navona

luigi di maio dino tredicine

Sui camion bar il MoVimento 5 Stelle è spaccato. Domani dovrebbe arrivare all’ordine del giorno dell’assemblea capitolina una mozione, inizialmente presentata da Ignazio Cozzoli del gruppo misto, che impegna tra l’altro la sindaca e la sua giunta «ad attivarsi presso il Governo al fine di ottenere la proroga delle concessioni dei posteggi su aree pubbliche fino all’anno 2020», e a fare pressione affinché vengano esclusi dall’applicazione della direttiva europea «gli operatori ambulanti e le microimprese operanti nel settore del commercio su aree pubbliche». Sul documento è poi confluito il gruppo dei Cinque stelle, con una mozione molto simile preparata dal presidente della commissione commercio, Andrea Coia, il cui voto probabilmente slitterà a giovedì.

Così i Tredicine si prendono il MoVimento 5 Stelle

Ma la vera materia del contendere è un’altra. Coia ha proposto e fatto votare in commissione la proposta di una mozione affinché la giunta capitolina si adoperi per fare in modo che il Dipartimento di via dei Cerchi elabori un bando per l’istituzione della festa tradizionale di Piazza Navona, preservando criteri di decoro e di qualità, in vista del prossimo Natale. L’idea del M5S è presentare una richiesta formale al Dipartimento commercio per verificare se ci sono i margini per predisporre una festa temporanea per quest’anno, con un avviso pubblico fatto direttamente dal Comune in virtù dei poteri sostituivi che la normativa gli riconosce visto che i 90 di giorni necessari per il bando sono ormai ampiamente scaduti, come ricordato tempo fa dall’assessore al commercio Adriano Meloni. Così verrebbero accontentate le decine di ambulanti che continuano a pressare il Campidoglio.

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I numeri dei camion bar a Roma (Il Messaggero, 24 ottobre 2016)

Anche il consigliere comunale Andrea Coia è andato in piazza con Di Maio e compagnia per dire no allaBolkestein (e lo ha scritto su Facebook). Ma nel M5S non tutti la pensano così. Ad esempio il consigliere romano Enrico Stefàno qualche tempo fa su Facebook pubblicava questo video in cui denunciava la situazione nel quartiere Prati, in cui i marciapiedi sono pieni di ambulanti.

Nella conversazione successiva che si sviluppava Stefàno faceva sapere che “La Bolkestein probabilmente è l’unico modo serio di fare i bandi a Roma“. E non solo: anche l’assessore al commercio della Giunta Raggi sembra essere di avviso diverso rispetto a Coia:  «Recepiremo la mozione,cercando di fare leva su Governo e Regione per avere tempi più lunghi – spiega Adriano Meloni – Ma Roma fa caso a parte perché ci sono alcune famiglie, non solo quella dei Tredicine, che controllano centinaia di licenze: quindi, in questo caso, non si tratta di microimprenditori». Meloni ha già avviato il suo piano di lavoro: «Stiamo identificando le postazioni che vanno in contrasto con il Codice della strada, affidandoci ai vigili urbani,o con le condizioni di decoro,con il parere della Sovrintendenza, e che quindi non possono restare il quel luogo e vanno spostate».

Le mozioni e la politica trasformista

Che il M5S voti in consiglio una mozione per chiedere cose che può fare solo il governo (rimandare l’applicazione della Bolkestein) è solo folklore: non essendo nei poteri della Raggi fare qualcosa sul tema, sarà soltanto un modo per allisciarsi le categorie. Preoccupa invece molto di più il tentativo di far svolgere la festa a Piazza Navona senza gara. Tornerà quindi in auge la fotografia di Luigi Di Maio con i sindacalisti degli ambulanti: il leader pentastellato dichiarava qualche tempo fa: «Due membri della famiglia Tredicine si sono fatti una foto con me mentre camminavo in mezzo a centinaia di manifestanti. Ma, anche se mi rubassero 100 foto, i Tredicine rimarrebbero sempre i Tredicine e la loro storia non cambierebbe: sappiamo bene chi sono e il sistema che rappresentano a Roma, come emerso da Mafia capitale».
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E invece, nonostante i richiami di Di Maio a Giordano Tredicine e Mafia Capitale, l’idea del M5S per verificare se ci sono i margini per predisporre una festa temporanea per quest’anno, con un avviso pubblico fatto direttamente dal Comune in virtù dei poteri sostituivi che la normativa gli riconosce visto che i 90 di giorni necessari per il bando sono ormai ampiamente scaduti, va proprio nella direzione di aiutare i Tredicine. A meno che Coia, preso atto di aver sbagliato, non ritiri l’annuncio.