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M5S Roma: la rissa sfiorata all'VIII Municipio con minacce alla grillina

paolo pace

Al Municipio VIII da mesi si respira aria di rissa tra il presidente Paolo Pace e la maggioranza del MoVimento 5 Stelle. Si è parlato di un complotto dei talebani contro il presidente – vicino alla sindaca mentre loro sono lombardiani – e qualche tempo fa fu Virginia Raggi a dover intervenire per siglare una pace armata tra le diverse anime. Ieri però la situazione è definitivamente precipitata.

La rissa all’VIII Municipio con minacce alla grillina

Ieri durante la commissione congiunta maggioranza e opposizione sono tornate a discutere sulla questione degli ex Mercati Generali a Ostiense, che attendono da dieci anni la realizzazione di un progetto di riqualificazione. Progetto che prevede la creazione di attività commerciali e che è destinato a far nascere sulla via Ostiense la “Città dei Giovani” con piazze, alloggi per studenti, spazi per la cultura con biblioteca e mediateca. Questo sulla carta perché allo stato attuale gli ex Mercati Generali sono oggi quello che sono stati negli ultimi anni: un buco nel cuore della città. “Mi è stato riferito da tutte le parti politiche e dalla vittima che nel corso della seduta alcune persone del M5s, sopratutto il capogruppo – spiega il minisindaco Paolo Pace – hanno fatto pressioni su una giovane consigliera per farla votare come avrebbero voluto loro, ovvero parere contrario, minacciandola”. In ballo c’era la proposta di risoluzione che impegna la sindaca a far ripartire i lavoro negli ex Mercati Generali che è passata grazie ai voti di parte del M5s e delle opposizioni Pd, Fi e Sinistra italiana. “Si può essere più o meno d’accordo sul progetto degli ex Mercati Generali – spiega il minisindaco – ma a questo punto non c’è più il tempo per temporeggiare. Dopo 13 anni è giusto che il cantiere riprenda anche perché i costruttori minacciano di aprire un contenzioso e far pagare all’amministrazione multe milionarie. Ma nella risoluzione mi è stato dato mandato di chiedere opere aggiuntive, senza che ciò comporti la riapertura della conferenza dei servizi, come: la realizzazione di un ponte pedonale sulla ferrovia tra via Matteucci e via Negri; la realizzazione di un ambulatorio socio-assistenziale ed infermieristico finalizzato ad erogare prestazioni gratuite e a tariffe sociali alla cittadinanza; contribuire alla messa in sicurezza del giardino di via Matteucci; favorire l’occupazione di persone dei quartieri circostanti per un totale di circa 3.500 persone e infine destinare spazi ad attività finalizzate a sostenere la nuova impresa e le start up innovative”.

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L’area degli ex Mercati Generali nel quartiere Ostiense

Ma la discussione non c’è stata e al suo posto la bagarre: “Non possiamo accettare toni del genere”, chiosa il minisindaco Pace. Intanto il Pd rincara la dose: “Da oggi non esiste più una maggioranza in Municipio 8, la giunta e il gruppo M5S sono ormai sempre più divisi e rissosi, troppo concentrati sulle divergenze interne per badare al governo del territorio – comunica, in una nota, il gruppo Pd del Municipio 8 – Solo grazie al Pd e alle altre opposizioni è stato possibile sconfiggere i grillini del ‘No a tutto’ e approvare un importante atto che riguarda la riqualificazione dell’area degli ex Mercati Generali e guarda all’occupazione nel quadrante di Ostiense”.

La storia del cantiere fantasma degli ex Mercati Generali

L’idea di riqualificare gli ex Mercati Generali nasce nel 2005, quando il sindaco era Walter Veltroni, e l’iter del progetto è iniziato nel 2009 con la prima approvazione definitiva. In prima battuta i lavori avrebbero dovuto iniziare nel 2005 ed essere ultimati nel 2008. Nel 2010 Alemanno darà un altro “via libera” a cui segue una nuova scansione temporale dei lavori: avvio nel 2011 e conclusione nel 2014. Successivamente sono state approvate due varianti, una nel 2012 e l’ultima nel marzo del 2015. A causa della lentezza e delle lungaggini burocratiche e soprattutto delle numerose modifiche al progetto iniziale l’architetto olandese Rem Koolhaas ritira la sua firma. Con la caduta della giunta Marino il progetto (che aveva ottenuto l’approvazione in giunta con la delibera 66 del 2015) subisce una nuova battuta d’arresto e il Commissario Tronca nell’aprile 2016 preferisce rinviare alla nuova amministrazione la firma definitiva. La palla passa quindi nelle mani di Paolo Berdini che firmando l’ultima delibera darebbe il via definitivo ai lavori. Ma la maggioranza pentastellata non è d’accordo con il progetto e già nel novembre scorso Berdini aveva manifestato l’intenzione di modificare nuovamente il progetto con l’ampliamento delle zone destinate a diventare aree verdi. In Commissione Trasparenza è stato nel frattempo ascoltato Andrea Borghi, responsabile unico del procedimento per il Campidoglio, che ha spiegato che l’importo totale dell’opera di riqualificazione dei Mercati Generali è di 233 milioni, tutti a carico del concessionario: “alcune opere pubbliche erano previste sin dall’inizio e sono anche state in parte realizzate. Il progetto prevede anche la realizzazione di una biblioteca e di una sala convegni. Il Comune ha già incassato sette milioni di euro pagati dal concessionario e riceverà un canone annuo di 165mila euro”. Il concessionario è la società Sco, “Sviluppo centro Ostiense” costituito dalle società “Silvano Toti”, “Lamaro appalti” (che è la società edile della Silvano Toti), “Gsi” e Veneto banca. La Toti è la società che ha avuto in concessione per sessant’anni tutta l’area degli ex Mercati (82mila metri quadrati di superficie totale) e che dovrebbe occuparsi delle opere di costruzione. Dopo le elezioni amministrative del giugno 2016 le cose si bloccano nuovamente e questa volta la responsabilità è nelle mani dei Cinque Stelle (così come prima lo era stata delle giunte Veltroni, Alemanno e Marino). Il Municipio VIII – per voce del Presidente Paolo Pace – fa pervenire la richiesta di realizzazione di nuove opere integrative. Borghi ha fatto sapere che è prevista una riqualificazione del verde sulla sponda del Tevere e nell’area circostante dove verranno piantati 1240 alberi. Il concessionario inoltre si è reso disponibile alla realizzazione di un ponte pedonale che doveva essere finanziato dall’amministrazione ma che poi è stato tolto dal progetto.

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