Fatti

Il M5S e la storia delle multe annullate a Parma

multe annullate parma pizzarotti

A Parma c’è un multagate. La prefettura di Parma ha annullato delle multe al presidente del Consiglio Comunale Marco Vagnozzi, alla vicesindaca Nicoletta Paci e all’assessore al Bilancio Ferretti su richiesta del comandante della polizia municipale Noè. A parlarne è stato oggi il presidente del Movimento Nuovi Consumatori Filippo Greci in una conferenza stampa. Secondo il racconto in uno spazio vicino al Municipio un vigile urbano ha sanzionato le auto dei tre rappresentanti comunali, parcheggiate in sosta vietata. Nessuno, denuncia Mnc, aveva alcun permesso per quell’area ma ugualmente il comandante della Polizia Municipale Gaetano Noè ha chiesto l’annullamento delle sanzioni (circa 80 euro) “poiché le motivazioni addotte dai soggetti sanzionati e i comportamenti dei medesimi possono essere ricondotti all’elemento psicologico della buona fede non colposa”.

Il M5S e la storia delle multe annullate a Parma

“Nessun normale cittadino ha mai avuto questo trattamento – denuncia Greci – Sono decine e decine infatti i ricorsi giustamente respinti come, tra l’altro, ha sentenziato anche la Corte di Cassazione Civile per la stessa motivazione. Nello stesso periodo, ad esempio, un cittadino ha avuto dalla Prefettura il rigetto dell’istanza con la sanzione aumentata da 185,50 euro a 1071 euro. In questo caso invece la funzionaria della Prefettura ha concesso tutto, solo mettendo un timbro sul documento firmato dal comandante Noè. Sarà un caso che si trattava di tre amministratori?”. Un’anomalia, secondo l’associazione di consumatori, non solo di sostanza ma anche di tipo formale. ”La pubblica amministrazione, un po’ troppo facilmente, ha concesso quanto nega ai normali cittadini – sottolinea Ciriaco Collella, ex coordinatore dei giudici di Pace di Parma ed oggi al fianco del Movimento Nuovi Consumatori – Tutto è stato fatto sulla base di un semplice preavviso, che non è solitamente oggetto di ricorso se non di fronte ad una discordanza di quanto accertato dal vigile (targa, data o luogo della sanzione). Qui invece non c’era nulla di tutto questo ed il vigile doveva arrivare alla conclusione dell’accertamento con la redazione del verbale. Insomma un provvedimento decisamente fuori luogo. In venti anni di attività qui a Parma non lo abbiamo mai concesso”. Il Movimento Nuovi Consumatori ora va all’attacco. ”Nei prossimi giorni presenteremo oltre duemila cause di risarcimento danni per coloro che hanno pagato le multe annullate per un autovelox in tangenziale e per le multe dei varchi elettronici delle corsie preferenziali. Perché, in base al documento validato dalla Prefettura ai rappresentanti dell’amministrazione, deve valere anche la buona fede per tutti coloro che hanno dovuto pagare quelle sanzioni. I comuni mortali oggi devono aspettare il verbale, fare ricorso al Prefetto e al Giudice di Pace, ora invece andremo tutti dal comandante con il facsimile della sua dichiarazione fatta ai rappresentanti del comune e chiederemo lo stesso atto”.”Questa volta non annuncio nessun esposto alla Magistratura, siamo stanchi – conclude Filippo Greci – ma ribadiamo la richiesta di dimissioni per l’assessore al bilancio Ferretti. Anche solo pochi giorni fa ribadiva che le multe annullate dovevano essere pagate ed invece parla bene e razzola male”.

multe m5s parma
Le multe annullate agli eletti del MoVimento 5 Stelle di Parma

Pizzarotti, gli assessori e le multe annullate a Parma

“Siamo stati autorizzati dal Comune di Parma”, afferma Marco Vagnozzi, interpellato da Repubblica Parma. “Quando siamo arrivati, ci hanno dato il telecomando e il permesso – che paghiamo come tutti i cittadini – per parcheggiare là sotto. La malafede qual è? Abbiamo sempre parcheggiato lì e continuiamo a farlo, anche oggi ho parcheggiato lì, e non ho mai avuto multe, tranne quella volta. Ci hanno sempre parcheggiato anche i consiglieri Buzzi, Pellacini, Cattabiani e Ubaldi prima di lui, quando c’è il consiglio comunale o altre attività amministrative, e anche altri dipendenti del Comune”, sostiene Vagnozzi. Della storia aveva parlato Giacomo Amadori su Libero oggi:
 

L’auto di Paci al momento della multa era intestata alla ditta di commercio all’ingrosso della signora, la Casa Ficci, ora in liquidazione; 13 giorni dopo la contravvenzione la proprietà dell’utilitaria è passata alla stessa Paci per cento euro. «L’assessore Ferretti era quello che diceva che le multe vanno sempre pagate», sorride Greci. Quindi aggiunge che sino a oggi chi non voleva conciliare aveva due strade: il ricorso al giudice di pace (costo 43 euro di contributo unificato più 80 in caso di conferma della multa) oppure quello gratuito al prefetto, che però, in caso di rigetto, comporta il rischio di raddoppio dell’importo della contravvenzione.  Ma adesso, per Greci, esiste la terza via: «I cittadini potranno andare direttamente al comando della polizia municipale di Parma, chiedere del comandante e dallo stesso farsi fare gratuitamente una proposta di archiviazione della multa che la prefettura accoglierà sulla base del seguente principio: “È vero ho parcheggiato dove non si doveva, ma ero in buona fede e non me ne sono accorto”. Il principio della buona fede non colposa».
Greci ricorda che il Comune di Parma è lo stesso che, come raccontato da Libero a febbraio, ha collocato negli ultimi tre anni due autovelox sulla tangenziale cittadina e telecamere sulle corsie preferenziali che hanno portato a verbalizzare oltre 300 mila contravvenzioni su una popolazione di 176 mila abitanti e a incassare solo nel 2013, 12 milioni di euro. Però la società che avrebbe dovuto occuparsi della riscossione, la Parma gestione entrate, controllata dal comune al 60 per cento, non aveva l’autorizzazione per farlo. Per questo e altri motivi il Movimento dei nuovi consumatori ha ottenuto centinaia di sentenze di annullamento davanti ai giudici di pace e ha denunciato anche casi di notifiche mai effettuate, con presunte falsificazioni delle firme dei messi. Ora i vertici di Pge, che nel frattempo si sono dimessi, sono sotto indagine con accuse gravissime: abuso d’ufficio,peculato,usura e falso ideologico. «Vertici che la giunta grillina ha sempre difeso», conclude Greci.