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L’ultima strage di migranti nel Mediterraneo: oltre 100 morti. Le ong: “Tragedia annunciata”

Era da due giorni che le autorità erano a conoscenza di tre barconi carichi di migranti nel canale di Sicilia, ma nessuno è intervenuto. E, quando le ong sono riuscite ad arrivare sul posto, era già troppo tardi.

Una nuova strage è avvenuta nel Mediterraneo. “Una strage annunciata”, come denuncia ResQ – People saving people sulla propria pagina Facebook. A bordo del gommone naufragato ieri sera al largo delle acque libiche, in un tratto privo di soccorsi e testimoni, c’erano – secondo l’ong – circa 130 persone, nessuno dei quali sarebbe superstite. Secondo le prime ricostruzioni, “i naufraghi a bordo avevano chiesto aiuto ad AlarmPhone, che ha immediatamente allertato le autorità libiche ed europee, ma nessuno ha lanciato una missione di soccorso. Ocean Viking e tre mercantili hanno pattugliato l’area, disperatamente, in cerca del gommone con cui ormai si erano persi i contatti: purtroppo, quello che resta sull’acqua sono solo i corpi delle vittime.”

In molti ora sottolineano come si sapeva da giorni che in quel tratto di mare ci fossero tre barconi carichi di migranti, ma nessuno, a Roma come a Tripoli, ha coordinato un’operazione di soccorso, né è stato possibile per le ong arrivare in tempo. Tra i primi ad arrivare sul posto, le donne e gli uomini di Ocean Viking, che hanno, tuttavia, escluso la possibilità di ritrovare sopravvissuti:

“Dopo ore di ricerca, la nostra peggiore paura si è avverata. L’equipaggio ha dovuto assistere alle devastanti conseguenze del naufragio di un gommone a Nord-Est di Tripoli. Mecoledì mattina era scattato l’allarme rispetto a questa stessa imbarcazione con circa 130 persone a bordo. Nelle ultime 48 ore, il network telefonico civile Alarm Phone ci ha avvisato di un totale di tre barche in difficoltà in acque internazionali al largo della Libia. Tutte si trovavano ad almeno dieci ore dalla nostra posizione nel momento in cui abbiamo ricevuto le segnalazioni. Abbiamo cercato due di queste barche, una dopo l’altra, in una corsa contro il tempo con il mare molto mosso, con onde fino a 6 metri”.

“Non è stata una “disgrazia”. Non è stata una “tragica fatalità”. È stata una strage annunciata” attacca ResQ  “l’ennesima. Uccisi dai ritardi nei soccorsi, dall’indifferenza, dalla politica dei muri e dei respingimenti. Fino a quando il Mediterraneo sarà la tomba degli esseri umani, delle leggi e dei diritti? Basta, basta, basta.

(photo Flavio Gasperini/SOS Méditerranée)