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Luigi Di Maio, L'Aria che Tira e le strane verità del M5S su Raffaele Marra

luigi di maio l'aria che tira

Intervenendo ieri a L’Aria che tira Luigi Di Maio ha minacciato di querelare Emiliano Fittipaldi e l’Espresso per la vicenda delle polizze, sostenendo che il giornalista d’inchiesta del settimanale li ha accusati di aver utilizzato le polizze di Romeo come voto di scambio per il Campidoglio. In realtà della storia del voto di scambio Fittipaldi non parlò nel primo articolo su L’Espresso dedicato alla vicenda (ne parlò invece il Corriere della Sera) ma il dialogo tra il vicepresidente della Camera e Myrta Merlino – che riproduciamo qui sotto – è interessante anche per altro. La conduttrice fa notare che l’articolo sull’Espresso riguardo le case di Marra acquistate con Scarpellini era uscito il 15 settembre, ma il MoVimento 5 Stelle ha atteso l’arresto di Raffaele Marra per rimuoverlo dai suoi incarichi in Campidoglio. Di Maio replica sostenendo che «il MoVimento 5 Stelle le ha chiesto precedentemente e anche dopo di rimuovere quel funzionario, ma lei si fidava di quel funzionario».

Che nel M5S ci sia stato chi era avverso a Marra da tempi non sospetti è vero: fu Roberta Lombardi, in più occasioni, a chiedere la testa del funzionario. Sul ruolo di Di Maio nella vicenda invece bisognerebbe discutere. Tenendo presente, tra l’altro, anche quanto pubblicato oggi da Fiorenza Sarzanini sul Corriere:

È stato l’ex capo dell’avvocatura Rodolfo Murra a raccontare il ruolo di Marra con l’arrivo del Movimento 5 Stelle e il suo potere, tanto che a lui aveva più volte confidato: «Se parlo io viene giù tutto». L’ex funzionario del Campidoglio ha più volte fatto sapere di essere pronto a rivelare ai magistrati quanto accaduto al Comune di Roma negli ultimi mesi, compresi gli interventi esterni di avvocati e giornalisti che cercavano di aiutare Raggi a formare la giunta.
Soprattutto quel che successe l’estate scorsa quando Marra sostiene di aver deciso di lasciare l’incarico in Campidoglio e di essere stato convinto a rimanere durante l’incontro con Luigi Di Maio. Che cosa gli disse il parlamentare grillino per fargli cambiare idea? Quali garanzie gli offrì, visto che lui stesso ha detto di averlo ricevuto alla Camera su richiesta della sindaca? Marra ha fatto sapere di essere pronto a rispondere a questi interrogativi. Ricostruendo l’iter di tutte le nomine poi firmate da Raggi, «ma dimostrando che io non ho commesso alcun abuso».

Insomma, che Marra fosse osteggiato da alcuni all’interno dal M5S è un fatto. Che tra questi ci fosse Luigi Di Maio non è mai stato provato da un’evidenza (mai lui parlò pubblicamente di un’ostilità nei confronti di Marra), mentre ci sono chiacchiere riguardo l’esatto contrario. Il dato di fatto comunque rimane: i vertici del M5S su Marra non hanno mai proferito parole pubblicamente finché non è stato arrestato.
EDIT: Luigi Di Maio smentisce la ricostruzione del Corriere e anche quella di Repubblica, che diceva più o meno le stesse cose:

“Sono costretto a smentire per l`ennesima volta di aver avuto il ruolo che quest`oggi, mi attribuiscono i due quotidiani la Repubblica e il Corriere della Sera. Il sottoscritto non ha mai convinto Raffaele Marra a rimanere in Campidoglio, questa è una fantasia. Così come è fantasioso sostenere che io abbia voluto tenere in piedi il rapporto fra la sindaca di Roma e il duo Marra-Romeo. Tutte illazioni diffamatorie che non trovano riscontro nei fatti”. Lo afferma in una nota Luigi Di Maio annunciando la richiesta di rettifica ai due quotidiani. “Siamo davanti ad un vero e proprio attacco al MoVimento 5 Stelle: vogliono delegittimarci, ma non ci riusciranno – conclude Di Maio -. Cambieremo Roma, cambieremo il Paese”.