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Lucia Borgonzoni: le gaffe della sottosegretaria alla Cultura che non conosceva i confini dell’Emilia Romagna

Alla fine ce l’ha fatta: Lucia Borgonzoni è stata nominata sottosegretaria ai Beni Culturali: tornando sulla poltrona che occupava quando era in carica il governo gialloverde. Ma la leghista viene ricordata per le sue gaffe

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Lucia Borgonzoni alla fine ce l’ha fatta: è stata nominata sottosegretaria ai Beni Culturali: tornando sulla poltrona che occupava quando era in carica il governo gialloverde. Ma la leghista viene ricordata per le sue gaffe.

Lucia Borgonzoni: la sottosegretaria alla Cultura che non conosceva i confini dell’Emilia Romagna

Lucia Borgonzoni fa parte dell’infornata di sottosegretari leghisti usciti dopo che i partiti per giorni hanno litigato per i posti disponibili. Questa volta Salvini ha avuto buon gioco e ne ha ottenuti 9. Racconta il Corriere:

E se Matteo Salvini era rimasto deluso dalla squadra dei ministri, troppo vicini a Giancarlo Giorgetti eaLuca Zaia, oggi si rifà con uomini di strettissima sua fiducia in alcuni ministeri chiave che ha intenzione di presidiare: Nicola Molteni andrà al Viminale, Claudio Durigon all’Economia, Gian Marco Centinaio alle Politiche agricole (era già stato ministro), Alessandro Morelli viceministro alle Infrastrutture e Lucia Borgonzoni ai Beni Culturali

Borgonzoni era già stata sottosegretaria alla Cultura nel primo governo Conte, quello con Lega e Movimento 5 Stelle: allora si distinse per il suo speciale orgoglio nel dichiarare di non leggere un libro da tre anni: : “Leggo poco, studio sempre cose per lavoro. L’ultima cosa che ho riletto per svago è Il Castello di Kafka, tre anni fa. Ora che mi dedicherò alla cultura magari andrò più al cinema e a teatro”, aveva raccontato a Un giorno da pecora. Ma ci sono altri episodi memorabili, come questo breve video in cui viene approcciata da una giornalista di Repubblica: subito dopo la dichiarazione Borgonzoni indirizzò un insulto al quotidiano:

“Che poi non ho mai detto questa cosa che hanno iniziato a rimbalzare”, cioè che non leggeva da tre anni. Appena impacchettata la risposta, è arrivato il fuorionda: “Repubblica di merda”.

Borgonzoni durante la campagna elettorale in Emilia Romagna, che la vedeva come candidata per la Lega alla presidenza della Regione, fu oscurata da Salvini che concentrò su di sè le attenzioni. Anche perché quando la neo sottosegretaria parlava spesso veniva clamorosamente smentita. Come quando ad esempio Bonaccini le fece notare che, per pubblicizzare un evento elettorale a Bologna aveva pubblicato una foto di Ferrara, come se avesse ancora le idee un po’ confuse sulla geografia del territorio che avrebbe voluto governare:

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Non era la prima gaffe riguardante l’Emilia Romagna: interrogata sui confini, candidamente spiegò che l’Emilia Romagna confinava con il Trentino. Anche quella volta fatale fu la sua partecipazione a Un giorno da pecora. Ma le sue gaffe non sono finite. Ad esempio indimenticabile è stata la proposta di tenere gli ospedali aperti tutti i giorni: “Tra i primi provvedimenti ci sarà l’attenzione ai più deboli, gli ospedali saranno aperti di notte, di sabato e di domenica, come in Veneto”. Allora Bonaccini ebbe gioco facile nel rispondere: “Informo la cittadinanza che in #EmiliaRomagna anche questo fine settimana il servizio sanitario sarà attivo, efficace ed efficiente come sempre. Salvini, non essendo di questa Regione, può certamente non saperlo (dovrebbe però immaginarlo, avendo proprio il suo Governo indicato la nostra Sanità come modello per le altre regioni). È più preoccupante che a non sapere queste cose sia la mia sfidante: chi si candida a presidente qualcosa dovrebbero prima impararlo. L’Emilia-Romagna è una grande Regione, non merita improvvisazione”.

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Consoliamoci ricordando quella volta che Lucia Borgonzoni auspicava che gli psichiatri prescrivessero passeggiate nei boschi invece degli antidepressivi. Poteva essere nominata sottosegretaria alla Salute: