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Lucia Borgonzoni e Giorgia Meloni denunciate per Bibbiano

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Francesco Monopoli, assistente sociale 35enne, reggiano, agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta ‘Angeli e demoni, ha presentato un ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo nei confronti di numerosi politici italiani che, secondo l’avvocato difensore Nicola Canestrini, dal 27 giugno, giorno in cui sono scattate le misure cautelari, «hanno lasciato intendere che gli indiziati andassero considerati colpevoli».

Lucia Borgonzoni e Giorgia Meloni denunciate per Bibbiano

«Secondo la consolidata giurisprudenza della Corte, il principio di innocenza si estrinseca anche nel divieto per le autorità di rilasciare dichiarazioni pubbliche da cui emerga un anticipato giudizio di colpevolezza – scrive nel ricorso il legale –. Le affermazioni rese all’inizio del procedimento sono potenzialmente le più lesive, perché inducono l’opinione pubblica a credere nella colpevolezza dell’indagato/imputato, e possono pregiudicare la valutazione degli organi giudicanti». E chi ha messo sotto accusa Monopoli? Una dei denunciati è Lucia Borgonzoni, candidata governatrice dell’Emilia Romagna per la Lega Nord. Che non l’ha presa benissimo, ecco.

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Nell’elenco c’è anche la la vicepresidente della Camera, la reggiana Maria Edera Spadoni (M5s). «Ha scritto su Facebook, con riferimento agli indagati: ‘Che voi siate maledetti. Chi maltratta un bambino o usa violenza, in carcere a vita e buttare la chiave’». Poi c’è anche il ministro degli Affari esteri Luigi Di Maio: «Un altro business, orribile, sui minori. Una galleria di atrocità assolute che grida vendetta a Reggio Emilia». Il capo politico del M5s era stato denunciato tempo fa anche da Andrea Carletti, sindaco di Bibbiano sospeso dalla carica pubblica e indagato nella stessa inchiesta. Poi c’è Giorgia Meloni, deputata e leader di Fratelli d’Italia: «Ha parlato di ‘orchi che mangiano i bambini e orchi che mangiano sopra’». E anche Matteo Salvini, leader della Lega Nord che in estate era vicepremier: «In un post su Facebook del 16 luglio ha scritto di ‘un business da un milione di euro’». Nell’elenco compaiono anche i nomi di Gabriele Delmonte, consigliere regionale della Lega Nord («Ha definito gli indagati ‘orchi carnefici che, accecati dalla bramosia di denaro, hanno infangato e ridotto a macabro business il legame più autentico e puro in natura, quello tra genitori e figli’») e della deputata di Forza Italia Benedetta Fiorini: «Lei parla di ‘business vergognoso, di una gravità inaudita’ e di ‘un disegno criminoso rodato che si serviva della rete dei servizi sociali, di professionisti, di politici’».

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