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Lopalco, gli assembramenti e i focolai incontrollabili se diventano troppi

L’epidemiologo della Regione Puglia spiega perché in questa fase bisogna evitare l’errore di far ripartire i contagi per eccesso di sicurezza e mantenere le distanze e le altre misure di precauzione

«Se lo lasciamo circolare liberamente il virus riprende forza e aumenta la sua carica virale»: il professor Luigi Lopalco oggi ad Agorà spiega perché in questa fase bisogna evitare l’errore di far ripartire i contagi per eccesso di sicurezza e mantenere le distanze e le altre misure di precauzione. Lopalco ha detto più o meno la stessa cosa oggi in un’intervista al Messaggero:

«Oggettivamente in questi giorni la possibilità che nei gruppi vi siano soggetti positivi è bassa, e questo crea l’illusione che gli assembramenti non siano in grado di generare un’epidemia. È un cane che si morde la coda: la bassa circolazione virale porta a sottovalutare il rischio, che invece esiste, e ad allentare le misure di precauzione, ma così facendo si continua a far circolare il virus. E invece su questo bisogna insistere nella comunicazione: le misure di distanziamento sono precauzionali e vanno mantenute per prevenire la circolazione virale e quindi evitare che ripartano i contagi. È complicato da comunicare, ma dobbiamo sforzarci di farlo».

pierluigi lopalco
I focolai finora sono stati prontamente individuati e circoscritti, la strategia del governo sta funzionando?
«È fondamentale il lavoro di identificazione di focolai che si sta facendo. Ma c’è un problema, questo livello di intervento tempestivo e ottimale è possibile finché i numeri sono limitati. Se  dovessero pullulare tanti nuovi focolai, il sistema non può reggere: perché servono risorse, medici, tamponi, attrezzature e laboratori. È un impegno notevolissimo per i servizi sanitari. Anche per questo bisogna essere prudenti, basta evitare di affollarci e continuare a tenere le mascherine soprattutto al chiuso»

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