Politica

La sindaca che ha denunciato gli errori di Regione Lombardia, ma nessuno ha ascoltato

Caterina Molinari, prima cittadina di Peschiera, aveva scoperto l’errata comunicazione dei dati già 13 giorni fa, senza ricevere risposta

La verità sui dati della Lombardia arriva da Peschiera Borromeo, un paese di circa 24mila abitanti alle porte di Milano. E più precisamente dalla sindaca Caterina Molinari, che già dieci giorni fa aveva segnalato anomalie sui dati della Regione trasmessi a Roma. Una polemica nata dalle accuse del leader della Lega Matteo Salvini, che sui social aveva incolpato il governo di aver sbagliato (con malizia?) i numeri sulla Lombardia. E poi il governatore Attilio Fontana e la neo assessore Letizia Moratti che – pur di non ammettere errori interni – hanno promesso richieste di risarcimento danni per essere rimasti in zona rossa e non arancione.

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Ma i dati vengono forniti a Roma dalle Regioni, tanto che, appena rettificati, il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato la delibera per portare la Lombardia in zona arancione. A rompere gli indugi sulle colpe, è stata Caterina Molinari, sindaca di 37 anni eletta con una lista civica e già ingegnere Eni. Come scritto da Il Giorno il 17 gennaio, la prima cittadina aveva denunciato che nel conteggio quotidiano non veniva fatta distinzione tra guariti e infetti. In sostanza: rientravano tra i positivi anche coloro che ormai si erano negativizzati, facendo aumentare di gran lunga il numero di malati e quindi l’Rt.

Se ne sarebbe resa conto il 13 gennaio, dopo aver notato che sul sito della Regione il numero degli infetti del suo paese fosse triplicato nel giro di 24 ore, da 400 positivi a 1.200. Così, da un momento all’altro. Un numero troppo elevato per essere vero, che ha portato la sindaca (ingegnere) a fare dei controlli. Poco dopo ha scoperto che sul portale continuavano a comparire i positivi che erano guariti. Fenomeno che lei – e poi gli altri sindaci dei dintorni – hanno subito segnalato alla Regione, all’Ats e alla Prefettura, non ricevendo risposte se non di rassicurazione sulla bontà dei loro calcoli. Almeno fino all 22 gennaio, quando – da un giorno all’altro – i positivi a Peschiera Borromeo sono passati da 395 a 82. Sbalzo che a lei ha fatto capire che – finalmente – qualcuno di fosse accorto degli errori commessi.

 

 

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