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Lombardia, Piemonte e Calabria: le regioni verso il lockdown

Cosa chiude nelle regioni comprese nell’area ad alto rischio, quella dello scenario 4: Lombardia, Piemonte e Calabria

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L’Italia divisa in tre aree. Così il ministero della Salute potrà includere una determinata Regione in una delle tre fasce di rischio con relative misure di restrizione anti-pandemia. Le tre aree si basano sui tre scenari di riferimento, oltre a parametri precisi, già previsti nel documento dello scorso 12 ottobre redatto da Istituto superiore di sanità e ministero della Salute. Si terrà conto anche dell’indice di trasmissibilità Rt. In pratica, ha spiegato il premier, ci sarà un’area riservata alle Regioni a rischio alto, di scenario 4, con le misure più restrittive; una seconda area, con Regioni a rischio alto ma compatibili con lo scenario tre, con misure lievemente meno restrittive; infine ci sarà una terza area con le restanti regioni, con rischio minore. Lombardia, Piemonte e Calabria rientrano nello scenario 4, quello che prevede le misure più dure, ovvero il lockdown

Lombardia, Piemonte e Calabria: le regioni verso il lockdown

Quali sono le misure previste per le zone rosse? Le regioni nella fascia più a rischio adotteranno la didattica a distanza anche per gli studenti di seconde e terze medie, oltre che per quelli delle superiori. I negozi, tranne i servizi essenziali, rimarranno chiusi. Quindi ok per alimentari, tabacchi, edicole e farmacie mentre parrucchieri e centri estetici dovranno abbassare le serrande. Rimarranno aperte invece le fabbriche e le attività agricole e industriali. Non è ancora certo l’uso dell’autocertificazione: se il ministro Speranza la vuole adottare per giustificare gli spostamenti Conte spinge affinché si possa circolare liberamente. Spiega Repubblica:

Il lockdown interesserà Lombardia, Piemonte e quasi certamente la Calabria, mentre la provincia di Bolzano ha già chiuso in autonomia e la Valle d’Aosta rischia. Roberto Speranza è determinato ad emanare oggi stesso le ordinanze, che potrebbero entrare in vigore domani, o al massimo giovedì. Al livello intermedio, invece, si collocheranno Puglia e Liguria, ma probabilmente anche la Campania e il Veneto. Forse la Sicilia, mentre dovrebbe salvarsi il Lazio: il loro destino, comunque, è appeso ai numeri del Cts. Nelle aree a rischio intermedio chiuderanno bar e ristoranti per tutto il giorno, ma resteranno aperti gli esercizi commerciali. La “terza” Italia, infine, comprende tutte le altre Regioni, nelle quali scatterà il coprifuoco serale a partire dalle 21 o dalle 22.

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– Il dpcm – spiega una fonte governativa – verra’ abbozzato questa sera ma completato domani, poi presentato alle regioni e varato con un Consiglio dei ministri. Ma ormai le misure sono gia’ chiare ed illustrate in Parlamento dal premier Conte: resta da mettere il timbro sul ‘coprifuoco’ alle 21, considerato che Iv spinge per le 22, mentre l’ala rigorista vorrebbe una chiusura alle 20 e in un primo momento pensava alle 18. Verra’ introdotto il divieto di spostamento da e per le regioni con indice di alta diffusione del contagio, l’autocertificazione per gli spostamenti necessari per comprovata esigenza, l’aumento della didattica a distanza per le scuole superiori al 100%, il trasporto pubblico locale al 50%, la chiusura nel week end dei centri commerciali, la ‘serrata’ dei musei, delle mostre e della zona video-giochi nei bar e tabacchi. Per quanto riguarda la scuola domani si riunira’ il Cts, anche su richiesta del ministro Azzolina che ha chiesto un parere – spiega un’altra fonte di governo – sull’uso della mascherina in classe. L’ipotesi e’ quella di prevedere l’estensione della didattica a distanza anche per la scuola media (ma non per il primo anno). Il nodo ancora da sciogliere e’ comunque il rapporto tra governo e regioni, tanto che e’ intervenuto il Capo dello Stato, Mattarella, a chiedere collaborazione istituzionale. I governatori chiedono una misura omogenea, non avere margini di autonomia e assumersi l’onere di un lockdown locale. Deve essere il governo a prendersi la responsabilita’, il ‘refrain’. Ma in caso di vincolo automatico non dovrebbero mettersi di traverso. Per le regioni ad alto rischio sono previste misure restrittive: scatteranno con un automatismo che decidera’, attraverso un’ordinanza del ministero della Salute, di fatto quale ‘stretta’ attuare