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Lo sgombero del centro sociale Corto Circuito

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Sono in corso le operazioni di sequestro preventivo nell’area dello storico centro sociale “Corto Circuto” a Roma. A quanto reso noto dalla Questura di Roma, l’intervento di polizia giudiziaria è “in attuazione di 3 distinti decreti di sequestro preventivo emanati dalla magistratura romana a fronte di gravi abusi compiuti all’interno dell’area del centro sociale” e sono stati emessi anche in seguito a numerosi esposti della cittadinanza.

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Il tweet del CSOA Corto Circuito che annuncia lo sgombero

«Ci sono i blindati al Corto. Guardie e Blindati. Hanno chiuso le strade del quartiere. Ci stanno sgomberando. Accorrete a Piazza Cavalieri del Lavoro», scrivono gli occupanti su Facebook.
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Alle operazioni, ancora in corso, stanno partecipando i carabinieri del nucleo informativo di Roma, la polizia e la polizia municipale. A quanto riferito, al di là del cordone delle forze dell’ordine si trovano al momento un centinaio di attivisti che stanno protestando pacificamente. Tra loro anche Nunzio D’Erme, ex consigliere comunale.Gli occupanti fanno sapere che le vie del quartiere sono bloccate e sono accessibili solo ai residenti, chiedendo di radunarsi in Piazza Cavalieri del Lavoro. Su Twitter l’utente Mario Cipriani pubblica alcune foto dello sgombero:
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Lo sgombero del Corto Circuito (Twitter)

Oggi alle 17 in piazza Cavalieri del Lavoro assemblea! Partecipare e diffondete! La piazza della resistenza e della dignità!“, scrivono gli occupanti del Corto Circuito sulla pagina Facebook del centro sociale. Secondo quanto riferisce la Questura, all’interno dell’area, una ex scuola con uno spazio all’esterno, sono stati realizzati “gravi abusi”. Di cosa si tratta? Il 26 giugno 2012 il centro sociale fu colpito da un incendio, che distrusse un intero padiglione della struttura. Gli occupanti quindi avevano deciso di realizzare un nuovo padiglione, per sostituire quello andato distrutto, con la tecnica della permacultura, antisismica ed ecosostenibile, in legno, paglia, terra cruda e con 17.000 bottiglie riciclate. Una struttura in costruzione che però  non ha ottenuto il via libera delle autorità competenti. Per questo gli attivisti più volte, anche con una raccolta firme promossa un anno fa, hanno chiesto – ma non ottenuto – che l’assessorato al Patrimonio del Comune di Roma riconoscesse il valore sociale dell’occupazione e quindi consentisse la realizzazione della nuova struttura. Proprio oggi avrebbe preso il via un corso di formazione sugli intonaci. I provvedimenti, come rende noto la Questura di Roma, sono stati emessi anche a seguito dei numerosi esposti della cittadinanza.  Ieri intanto il Municipio V ha intimato alla sezione Anpi “Giordano Sangalli” di liberare gli spazi di via dei Glicini 60. L’associazione occupa il seminterrato della scuola Fausto Cecconi, ma la convenzione con il Comune è scaduta da più di un anno. I locali saranno riaffidati con un bando di gara. Il municipio si difende, chiamando in causa la delibera 140 del 2015, approvata da Marino, che fissa le linee guida per il riordino del patrimonio comunale in concessione. L’Anpi dovrà anche pagare l’indennità di occupazione dei locali. L’associazione ha definito «una vergogna» la vicenda e attestati di solidarietà con i partigiani sono arrivati da Cgil e Sinistra per Roma.

“Sono in corso le operazioni di polizia giudiziaria in attuazione di 3 distinti decreti di sequestro preventivo emanati dalla magistratura romana a fronte di gravi abusi compiuti all’interno dell’area del centro sociale denominato ‘Corto Circuito’. I provvedimenti sono stati emessi anche a seguito dei numerosi esposti della cittadinanza”, fa sapere la Questura. Il CSOA Corto Circuito pubblica una diretta da Piazza Cavalieri del Lavoro:

Anche la Confederazione Sociale USB ha una diretta.