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I tre camerieri in quarantena nel ristorante del sorrentino dove i clienti hanno fornito dati falsi

Arrivano i risultati negativi degli altri prelievi effettuati allo staff, ripetuti per ben tre volte. Aver scoperto che alcuni clienti avevano fornito dati falsi impedendo che si possa risalire a loro per verificarne lo stato di salute dimostra, dice De Luca, «stupidità assoluta»

ristorante lo scoglio massa lubrense camerieri positivi

Il Mattino torna oggi sulla vicenda, raccontata nei giorni scorsi dal presidente della Regione, dei clienti del ristorante della penisola di Sorrento che hanno fornito dati falsi e sono attualmente irrintracciabili. In quel ristorante a metà luglio sono passati, per un’escursione, i giovani romani provenienti dal Cilento e poi diretti a Capri, alcuni dei quali tornando nella Capitale sono stati trovati positivi al coronavirus.

I tre camerieri in quarantena nel ristorante del sorrentino dove i clienti hanno fornito dati falsi

Il quotidiano scrive che lunedì sera è giunta conferma che tre camerieri del ristorante «Lo Scoglio» di Marina del Cantone, a Massa Lubrense, che ha ospitato il gruppo il 17 luglio, sono «positivi asintomatici».

Erano stati sottoposti a controlli, come il resto del personale, dopo che dall’Asl di Roma era arrivata la segnalazione degli spostamenti dei ragazzi. Pranzo e cena nello stesso ristorante e allo stesso tavolo. Un trauma per i gestori di questo locale in riva al mare, tutto a conduzione familiare, frequentato nel tempo da Gianni Agnelli e Eduardo De Filippo, da modelle come Naomi Campbell e da campioni di Formula 1 come Jean Alesi, e nelle ultime settimane da Rino Gattuso e tanti calciatori: «Forse è il caso di chiudere – ha proposto papà Giuseppe De Simone ieri mattina ai figli Tommaso, Antonia e Margherita – forse è il caso di stare fermi un paio di settimane, per evitare polveroni, per garantire a tutti la massima sicurezza».

Ma è stato uno sfogo passeggero, lo sconforto di un momento. Chiudere significherebbe dare la sensazione della paura. Di aver qualcosa che manca, qualcosa da mettere a punto. Mentre allo Scoglio «abbiamo sempre messo in essere tutte le misure previste dal protocollo sanitario».

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Mentre i tre camerieri vanno in quarantena, i locali del ristorante vengono sanificati e arrivano i risultati negativi degli altri prelievi effettuati allo staff, ripetuti per ben tre volte. Ieri pomeriggio gli ultimi responsi, tutti confortanti, del secondo prelievo su venticinque soggetti. Intanto c’è la storia dei clienti che hanno fornito dati falsi:

Ma non è finita, perché lo Scoglio diventa l’epicentro di un doppio pasticcio. Succede infatti che l’Asl, tracciando gli ospiti che hanno frequentato il locale in quei giorni, scopre che alcune persone hanno fornito false generalità e numeri di telefono inesistenti, tanto da intralciare il lavoro di ricerca di quanti avrebbero potuto avere contatti con i giovani romani nel locale. Questo aspetto viene sottolineato martedì pomeriggio a Casoria dal presidente della Regione, Vincenzo De Luca, che incorre nel duplice equivoco sul numero dei contagiati e sulla località dove è ubicato il ristorante: non sono sei i contagiati e Vico Equense non c’entra niente, come poi preciseranno il sindaco Andrea Buonocore e lo stesso governatore.

Parte così la «caccia» al ristorante giusto che, emergerà nelle ore successive, è appunto Lo Scoglio (noto anche come «Tommaso», il che spiega anche la confusione sorta intorno a ipotetici due ristoranti coinvolti a Massa Lubrense). Rimane in ogni caso una constatazione incresciosa. Aver scoperto che alcuni clienti avevano fornito dati falsi impedendo che si possa risalire a loro per verificarne lo stato di salute dimostra, dice De Luca, «stupidità assoluta». Se andiamo in un ristorante e chiediamo le generalità – spiega il governatore – questo ci serve perché, in caso di pericolo, l’autorità sanitaria può telefonarti a casa e dirti che sei andato a fare una cena in un momento in cui c’erano tre positivi».

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