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Lo sciopero bianco della metro a Roma

Dal primo luglio prendere la metro a Roma è un problema, quando non è un dramma. Da quando per i conducenti è entrato in vigore l’obbligo di timbrare il cartellino con un badge elettronico i treni delle metro A e B e il trenino della Roma Lido che porta ad Ostia hanno cominciato a viaggiare a rilento, con tempi di attesa che arrivano a 45 minuti. Come mai?
LO SCIOPERO BIANCO DELLA METRO A ROMA
Il problema si può sintetizzare in due parole: sciopero bianco. I macchinisti rifiutano di far partire le macchine adducendo problemi che prima non segnalavano, causando così rallentamenti alla linea. Anche ieri sui binari delle metro A e B «ha circolato un numero di treni ridotto», ha fatto sapere l’azienda. Risultato: banchine e treni stracolmi, alcuni dei quali, come a San Giovanni, non si sono fermati in stazione. Secondo il sindaco Marino i rallentamenti sarebbero causati da «alcuni conducenti» contrari all’obbligo imposto da Atac «di timbrare il cartellino in entrata e in uscita, così come fanno tutte le persone che vanno a lavoro» e alla decisione di aumentare le ore di guida dei macchinisti a partire dal 1 agosto. Nel video-messaggio postato sulla sua pagina Facebook, Marino ha rivendicato «il diritto dei romani di avere una metropolitana che funzioni come quelle di una capitale di un Paese del G7. È inaccettabile che a Milano i macchinisti guidino 1.100 ore l’anno, a Napoli 950 e a Roma poco più di 700 ore. Bisogna cambiare». Claudio Di Bernardino, segretario della CGIL Lazio, ha criticato l’uso dello sciopero bianco da parte dei lavoratori ATAC. Intanto, fanno notare da Atac, la media dei treni che sono stati «scartati» dai macchinisti è aumentata «a dismisura» proprio in questi giorni, dopo l’entrata in vigore della riforma.


QUANTO LAVORANO I MACCHINISTI ATAC DELLA METRO A ROMA
Atac fa sapere che sta «cercando di diminuire i cosiddetti tempi tecnici e aumentare le ore di guida, per fornire un miglior servizio alla città». Anche perché il confronto è inglorioso: nel 2014 i conducenti hanno lavorato per 736 ore, mentre i macchinisti di Napoli sono arrivati a 850 e i milanesi a 1200. Ma la Faisa Confail, una delle sigle che ha indetto lo sciopero dell’aprile scorso, risposee così alla questione: «Roma non è Milano. Per la tutela di tutti i lavoratori di Atac e per la salvaguardia delle qualifiche e professionalità del personale, prendiamo le distanze dalle sue dichiarazioni», disse riferendosi a Ignazio Marino, che aveva fatto notare ieri la sproporzione tra le ore lavorate. «Egregio Sindaco Marino – dice Faisa – prendendo spunto dalle sue dichiarazioni asserenti la minor produttività dell’autoferrotranviere romano rispetto a quello milanese, serenamente le facciamo notare alcuni dati che andrebbero precisati in merito, e che evidentemente a lei sfuggono: Milano 1,4 mln di abitanti contro i quasi 4 mln di Roma Capitale; Milano kmq 182, rispetto ai 1285 kmq di Roma; Milano 530 automobili per 1000 abitanti, contro le 760 dei romani; a Roma: Città del Vaticano, Ministeri, Palazzi della politica, Ambasciate, Sedi di Istituzionali Internazionali….; nella Capitale, una media di circa 14 mln di turisti annui; a Roma circa tre manifestazioni settimanali; Ccnl scaduto a Milano come a Roma (come del resto in tutta Italia), da circa 9 anni; ATM Milano circa 10.000 dipendenti, a fronte dei quasi 12.000 di Atac Roma; ATM Milano erogati costantemente ‘premi’ produzione e di risultato…. Premio produzione 2014 Atac Roma non pervenuto; autista e macchinista in ATM hanno peculiarità e professionalità diverse tra loro, come in Atac, l’autista svolge il servizio in superficie con abilitazione della Mctc ed il macchinista è colui che conduce le metropolitane con abilitazioni da parte dell’Ustif; consenso sindaci: Marino 82° in graduatoria… Pisapia al 62° posto». Ma sinceramente non si capisce in che modo il fatto che a Roma ci siano più turisti e scioperi giustifichi il fatto che i macchinisti lavorino di meno. Semmai avrebbe senso che proprio per questo lavorassero di più.
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