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L’appello di Liliana Segre all’Europa per l’Afghanistan

In un commento sulle colonne de La Stampa, Liliana Segre racconta la sua fuga e rilancia un messaggio di accoglienza verso gli afghani

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Nelle parole di Liliana Segre c’è presente, passato e futuro. Questa mattina dalle colonne della Stampa, ecco il parallelismo che Liliana Segre riesce a fare tra la sua storia personale e quello che sta accadendo in queste settimane a Kabul.

Nel ricordo della senatrice a vita ci sono tutti quei frame che in questi giorni abbiamo visto. Sulle colonne del quotidiano di Torino non si sono risparmiati racconti e ricordi di famiglie divise e storie spezzate

La fiducia di Liliana Segre nell’Europa per risolvere la questione afghana. Un continente piccolo, diviso e su cui contare

L’Europa, come spiega Segre, è un continente piccolo, diviso e su cui contare. Forse un po’ confusionario in questo momento, però deve rispettare il suo ruolo di riferimento per i dirimpettai. La situazione del sud est asiatico e la chiusura di alcuni corridoi fondamentali per il passaggio dei fuggiaschi afghani è il segnale di un continente impaurito. Diviso dal suo interno.

E’ chiaro, mai come oggi, che il potenziale esodo scatenato dall’avvento dei talebani spaventa un continente che da anni lotta per aprire le frontiere ma con criterio. Annoso dilemma. “Penso però alle studentesse e alle ragazze afghane, agli intellettuali in fuga, ai traduttori, ai poliziotti, a tutti quelli che hanno creduto nell’Occidente e ora sperano in noi – scrive Segre -. Sono “elite”, sono il futuro del loro Paese, e non dobbiamo abbandonarli. E per agire al meglio dobbiamo farlo non solo come Italia ma come Europa”.