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"Per me sei una donna", il professore di un liceo romano rifiuta il compito di uno studente trans

neXt quotidiano|

Liceo Cavour Roma

Lo scorso anno, il liceo Cavour di Roma – a pochi passi dal Colosseo – aveva deciso di applicare il riconoscimento della cosiddetta carriera alias a tutti quegli studenti che avevano deciso di avere un’identità differente rispetto a quella anagrafica. Un grandissimo passo in avanti condotto da quell’istituto che faceva parte di una ristretta cerchia di scuola che avevano optato per questo diretto esteso all’autodeterminazione di ogni singolo essere umano. Ma nei giorni scorsi, proprio un professore che insegna in quel liceo, ha violato quel regolamento non accettando il compito di un ragazzo trans che si era firmato al “maschile”. Ovvero come da sua autodeterminazione.

Liceo Cavour Roma, il docente non riconosce carriera alias studente trans

La vicenda sarebbe avvenuta lo scorso 8 novembre in una delle aule del liceo Cavour Roma. Lo studente – maggiorenne – ha consegnato al docente il proprio compito, con la propria firma in calce. Ma il professore ha deciso di utilizzare la sua penna rossa per cancellare quella firma. Come riporta Il Corriere della Sera, l’insegnante – prima di inveire contro di lui – avrebbe detto:

“Davanti a me ho una donna, non posso riferirmi a te diversamente. Non mi interessa cosa dice il regolamento”.

Il regolamento. Perché quella scuola ha deciso di inserire, all’articolo 4 del testo, quel diritto alla carriera alias. Il diritto all’autodeterminazione di sé. Ma al docente tutto questo non sarebbe interessato. Lo stesso giovane, infatti, ha raccontato a Il Corriere che – nonostante le norme interne – quel professore continua a rivolgersi a lui con l’appellativo “signorina”. E la storia è finita anche sui canali social-studenteschi del liceo Cavour Roma.

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“È successa una cosa gravissima. Un professore si è ripetutamente rifiutato di applicare la legge per il piano personalizzato di studio e il regolamento della carriera “alias” con uno studente che ha tutti i documenti in regola”. E nella discussione sarebbe intervenuta anche la vicepreside dell’Istituto che avrebbe preso le parte del giovane contro il professore. Ma il docente, almeno per il momento, non è stato sanzionato.

Pillon poteva rimanere in silenzio

Ovviamente, invece di prendere le parti del ragazzo che ha visto violati i propri diritti (sanciti da un regolamento), l’ex senatore (perché non è stato rieletto) della Lega Simone Pillon ha deciso di non rimanere in silenzio.

“La faccenda della carriera alias, con cui giovani minorenni vengono assecondati nella loro disforia di genere con quella “pratica affermativa” che a scuola porta al nome di fantasia e a casa porta alla somministrazione di ormoni e a chirurgia demolitiva già a 14, 15 anni, è un’autentica follia, un atto di abuso, come ha detto la giovanissima detransitioner Chloe Coe, assecondata nel cambio di sesso a 12 anni e ora, a 18, rovinata per sempre, senza più seno, senza più organi femminili, sterile e mutilata. (trovate le sue dichiarazioni in un mio post di qualche giorno fa).
Ai ragazzi, alle ragazze e ai genitori diciamo con forza di non credere alle bugie della transizione, della carriera alias, delle ideologie.
I ragazzi e le ragazze con disforia di genere devono essere aiutati e sostenuti senza esperimenti medici o chirurgici. La disforia regredisce naturalmente entro i 18 anni nella stragrande maggioranza dei casi, senza lasciare postumi”.